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​Da schiava
ad ambasciatrice Onu

· ​La ragazza yazida rapita dall’Is tra i testimonial del vertice sui rifugiati ·

L’Onu ha una nuova ambasciatrice di «buona volontà»: è Nadia Murad Basee Taha, la ragazza yazida che per tre mesi è stata schiava del cosiddetto stato islamico (Is). Si aggiunge agli altri ambasciatori di buona volontà che seguono da vicino il vertice su rifugiati e migranti, lunedì 19, nell’ambito dell’assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Ieri c’è stata la cerimonia con cui ambasciatori e testimonial hanno voluto chiedere gesti concreti ai membri Onu per i 65 milioni di persone in fuga da violenze e persecuzioni. 

La nuova ambasciatrice dell’Onu Nadia Murad Basee Taha (Ansa)

Nadia Murad Basee Taha è stata nominata ieri, in occasione della giornata internazionale della pace, «ambasciatrice di buona volontà per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani». Nell’agosto 2015, dopo la caduta di Sinjar, la patria yazida nel nord dell’Iraq, almeno cinquemila yazidi, di cui la maggior parte donne, sono stati rapiti. Gran parte delle ragazze rapite sono state stuprate e vendute come schiave del sesso. Tra loro anche Nadia che però è riuscita a fuggire. Ha raccontato la sua storia di violenze subite, per denunciare la sorte di tante donne della minoranza yazida o comunque vittime dell’Is.
Nadia, altri ambasciatori Onu di buona volontà e personaggi noti chiedono che l’appuntamento di lunedì prossimo all’Onu segni passi in avanti per la sorte delle troppe persone che fuggono da violenze nel mondo. Ieri ad una cerimonia di sensibilizzazione hanno preso parte attori, cantanti, modelle, che a diverso titolo sostengono l’alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), accanto ad Alek, una donna fuggita dal Sud Sudan e rifugiatasi in Gran Bretagna. Il loro appello si aggiunge ad altre manifestazioni di sensibilizzazione.

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06 dicembre 2019

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