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Da orfano a figlio

· ​Nella messa di Pentecoste il Papa ricorda qual è la vocazione originaria del cristiano ·

Luigi Pagano, «Il dono dello Spirito a Pentecoste»

L’uomo di oggi vive spesso in una condizione di «orfano», immerso in una «solitudine interiore» che a volte si trasforma in «tristezza esistenziale». Nel constatarlo Papa Francesco — all’omelia della messa di Pentecoste celebrata domenica mattina, 15 maggio, nella basilica vaticana — ha invitato i cristiani a riscoprire la «vocazione originaria, il nostro più profondo “dna”», che consiste nel vivere «la condizione di figli» alla quale conduce proprio la terza persona della Trinità. Del resto, ha aggiunto al Regina caeli, oltre a essere «consolatore, avvocato, intercessore», lo Spirito svolge per i cristiani «una funzione di insegnamento e di memoria».

L’omelia del Papa

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