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Da Francia e Italia
pressing per l’unione fiscale

· Dopo l’incontro con Merkel a Berlino Macron rilancia anche con Gentiloni il progetto europeo ·

Si compatta il cuore dell’Europa per rilanciare il progetto unitario. Emmanuel Macron e Paolo Gentiloni premono sull’unione fiscale nell’eurozona e sono pronti a lavorare con chi condivide i valori comuni a Italia, Francia e Germania. Dopo la visita a Berlino al cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese ha ricevuto, ieri all’Eliseo, il presidente del consiglio dei ministri italiano. Macron ha sottolineato che «non è stato ascoltato abbastanza il grido di aiuto dell’Italia a proposito delle regole sulla crisi dei migranti». 

Paolo Gentiloni ed Emmanuel Macron (Afp)

Macron e Gentiloni hanno indicato un terreno di azione concreto: «un’unione fiscale e monetaria». Fra le priorità, Macron ha evocato «la creazione di un budget comune per la zona euro». Gentiloni ha affermato che «l’elezione di Emmanuel Macron è stata una iniezione di fiducia e di speranza per l’Europa» per poi sottolineare che «adesso si tratta di investire questo capitale di fiducia e di speranza nella direzione comune». Insieme hanno chiesto che «si possa progredire su un’agenda per proteggere meglio i lavoratori», a cominciare dalla direttiva Ue sui lavoratori distaccati. Sullo sfondo dei colloqui e della cena, l’imminente g7 di Taormina e grandi temi come l’accordo sul clima, ma anche difesa e sicurezza. E Macron ha introdotto il tema delle migrazioni, ricordando le sfide che l’Italia ha dovuto affrontare in questo campo, e chiedendo di «andare avanti per una vera riforma del diritto d’asilo e delle regole comuni per meglio proteggere gli stati che sono più esposti alla pressione migratoria». Intanto, in tema di economia, da Bruxelles è arrivata oggi all’Italia la comunicazione che si aspettava. In sostanza si assicura fiducia al paese: «Gli impegni descritti nel Programma nazionale di riforma (Pnr) sono sufficientemente ambiziosi», anche se «l’assenza di dettagli sull’adozione e di un calendario dell’attuazione limita la loro credibilità». In definitiva, si chiede «una piena implementazione delle riforme raccomandate».

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20 agosto 2019

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