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I cento volti di una santa

· L’iconografia di Chiara d’Assisi tra medioevo e Rinascimento ·

Giovanni di Paolo, «Santa Chiara salva dei naufraghi» (1455)

Protettrice della città di Assisi, badessa taumaturga ed eroina crociata: sono tre dei volti che la tradizione attribuisce a santa Chiara, figura al centro di innumerevoli rappresentazioni artistiche a partire dal Duecento fino ai giorni nostri, ma alla quale gli storici dell’arte solo recentemente hanno iniziato a prestare la dovuta attenzione. Rientra in questo originale campo di ricerca, in parte ancora inesplorato, il recente saggio della studiosa israeliana Nirit Ben-Aryeh Debby, Iconografia di santa Chiara d’Assisi in Italia tra medioevo e rinascimento , corredato da un accurato e prezioso apparato di immagini (Milano, Edizioni Biblioteca Francescana, 2017, pagine 229, euro 29). 

Lo studio muove dal presupposto di un’influenza circolare nel corso dei secoli tra fonti iconografiche e omiletiche. Se le immagini sono spesso servite come ispirazione per la predicazione, ugualmente i sermoni e le orazioni hanno posto l’accento ora su alcune, ora su altre caratteristiche della vita di Chiara, proponendo modelli ideali di santità che rispecchiano le diverse epoche storiche e che puntualmente confluiscono negli affreschi, nei disegni e nelle stampe. Il risultato è un’immagine complessa e sfaccettata, il cui messaggio si modifica anche in relazione al pubblico a cui sono riservate le opere, che può essere a seconda dei casi una comunità di religiose, una chiesa o un benefattore facoltoso.
Una tradizione lunga e vitale, dunque, quella dell’iconografia di Chiara, che negli ultimi anni si è arricchita anche dell’epiteto di patrona della televisione, a testimoniare ancora una volta un modello di santità estremamente attuale, vicino al sentimento popolare e insieme specchio dei mutamenti della società contemporanea.

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21 settembre 2019

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