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​Da campo profughi
a campo di morte

· ​L’Onu chiede di intervenire a Yarmuk ·

Il Governo siriano sembra pronto a inviare truppe a Yarmuk, il quartiere periferico di Damasco diventato campo profughi palestinese, del quale il sedicente Stato islamico (Is) ha assunto quasi completamente il controllo. Tutte le testimonianze concordano nel riferire sistematiche violenze, spesso con modalità di particolare ferocia, messe in atto dai miliziani jihadisti.

In proposito, è tornato ieri a pronunciarsi il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, insistendo sulla necessità di agire per impedire un massacro dei rifugiati palestinesi. «Un tempo Yarmuk era un campo profughi, ora è un campo di morte. Dobbiamo tutti rifiutarci di tollerare quanto è intollerabile», ha detto il segretario generale, aggiungendo che «tra gli orrori della Siria, Yarmuk è il cerchio più profondo dell’inferno».

Giungono intanto altre conferme del fatto che insieme ai miliziani dell’Is si siano schierati quelli del Fronte Al Nusra. Si è stretta, cioè, un’alleanza tra i due gruppi jihadisti che nell’ultimo anno si erano ferocemente combattuti tra loro. Di contro, non sembra unanime la posizione delle fazioni palestinesi, che negli ultimi anni hanno riproposto anche a Yarmuk le contrapposizioni tra Al Fatah e Hamas.

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23 maggio 2019

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