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Da Benedetto XVI i genitori di Chiara Badano

I genitori di Chiara Badano sono andati dal Papa a ringraziarlo per la beatificazione della figlia, avvenuta sabato a Roma. Ma è stato il Papa, al termine dell'udienza, a ringraziare loro per aver reso possibile la testimonianza di Chiara. «Stiamo contemplando e toccando con mano le meraviglie dell'amore di Dio — dicono Maria Teresa e Ruggero Badano — sorpresi che abbia scelto due povere persone come noi per partecipare alla contagiosa esperienza cristiana della nostra unica figlia». Il 16 ottobre festeggeranno cinquant'anni di matrimonio. «Chiara — ricordano — l'abbiamo attesa a lungo quando non riuscivamo ad avere figli; con lei abbiamo sofferto per la malattia e la sua morte, ma ora siamo più che mai con lei nella gioia per la beatificazione». Al Papa la famiglia Badano ha donato un biglietto autografo in cui Chiara si affida alla Madonna per avere «la forza necessaria a non mollare mai». All'udienza erano presenti il vescovo e il vescovo emerito di Acqui, la postulazione e Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, con seicento giovani venuti da 42 Paesi per la beatificazione.

L'arcivescovo ortodosso della Calmucchia, Zosima, ha voluto «incontrare per la quarta volta il Papa ed esprimergli vicinanza spirituale». La sua presenza — dice l'arcivescovo Mennini, nunzio apostolico a Mosca — «conferma il continuo miglioramento dei rapporti ecumenici e il desiderio di proseguire il dialogo». Per l'incontro con il Pontefice, Zosima ha ricevuto il placet del Patriarca moscovita Cirillo.

Da Rotterdam cinquecento pellegrini sono venuti a Roma «per riscoprire la propria vocazione e rilanciare la missione», dice il vescovo van Luyn. Tra i presenti, Jan Franssen, governatore della provincia di Rotterdam, divenuto cattolico due anni fa. «A Rotterdam — spiega il vescovo — inizia ora la preparazione all'incontro di fine anno che organizziamo con la comunità di Taizé: un'opportunità di riflessione per la nostra società secolarizzata».

Al termine dell'udienza, a Benedetto XVI è stato donato un «trombino», la caratteristica arma caricata a salve che nelle montagne veronesi già dal seicento faceva le funzioni delle campane, accompagnando i momenti di festa religiosa e segnalando i pericoli. L'iniziativa è dell'associazione San Bartolomeo delle Montagne. Infine, all'arco delle Campane, il Papa ha benedetto la statua della Madonna donata dalla ditta Serpentino e Graniti di Chiuro (Sondrio). L'immagine, scolpita nella pregiata pietra della Valtellina, sarà collocata in un'edicola già preparata nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Tra i presenti all'udienza, anche il cardinale Rodríguez Maradiaga, un gruppo di sopravvissuti al terremoto di Haiti e la redazione del mensile «Jesus».

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