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Da Abidjan una speranza per l’Africa

· Si apre il vertice tra Unione europea e Unione africana con al centro il futuro delle nuove generazioni ·

Le bandiere dei paesi partecipanti fuori dalla sede del vertice ad Abidjan (Reuters)

Immigrazione, sicurezza e politiche a favore dei giovani sono i temi centrali del quinto vertice tra Unione africana e Unione europea apertosi questa mattina nella capitale della Costa d’Avorio, Abidjan. Ai lavori, che si concluderanno domani, prendono parte 83 capi di stato e di governo insieme ad altri 5000 partecipanti di 55 paesi africani e 28 europei. Da questo appuntamento verranno fuori le grandi linee delle politiche comuni tra i due continenti, che a partire dal 2000 hanno costantemente rafforzato e diversificato le proprie relazioni multilaterali. Il primo incontro tra Unione africana e Unione europea ebbe luogo 17 anni fa al Cairo.

Da allora i vertici si svolgono con cadenza triennale: a Tripoli nel 2010 e l’ultimo a Bruxelles nel 2014. Ad Abidjan sono previsti dibattiti generali sul tema ufficiale del vertice, «Investire nei giovani per un futuro sostenibile». Dalle dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni dai massimi dirigenti europei, africani, dell’Unione europea e dell’Unione africana, è emersa una forte volontà di dare nuovo slancio al partenariato, soprattutto per trovare soluzioni condivise e concrete alle attese dei giovani africani così come alle gravi violenze subite dai migranti-schiavi in Libia. A oggi in Africa ben 720 milioni di cittadini hanno meno di 25 anni, un numero destinato a crescere a un ritmo sostenuto poiché da qui a trent’anni la popolazione del continente raggiungerà quota due miliardi. 

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13 dicembre 2017

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