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Curare, includere
e integrare
per vincere la battaglia
contro l’alcolismo

In un solo anno, nel Lazio, sono morte a causa dell’alcol oltre settemila persone. E quasi tre milioni sono quelle che manifestano comportamenti a rischio, tra le quali cresce sempre più il numero dei giovanissimi. I dati emergono dal primo rapporto su alcol e salute presentato nei giorni scorsi presso il policlinico Umberto i nel corso del convegno «Curare, includere, integrare» promosso dal Centro di riferimento alcologico della regione (Crarl) insieme con la Caritas diocesana e numerose organizzazioni di volontariato. La battaglia contro l’alcolismo, sia a livello di cura che di prevenzione, non si combatte infatti solo con le armi della medicina. È necessario costruire una rete territoriale di intervento capace di farsi carico della persona, vincendo lo stigma sociale che porta il più delle volte all’emarginazione e alla solitudine. «Dignità, rispetto, alleanza» — ha evidenziato don Benoni Ambarus, direttore della Caritas — sono i punti di partenza per interventi «cuciti su misura» della persona sofferente e delle sue fragilità.

Ai lavori è intervenuto anche monsignor Paolo Lojudice, vescovo ausiliare di Roma fino a maggio di quest’anno quando è stato nominato Arcivescovo di Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino, che ha evidenziato il ruolo delle parrocchie «prima frontiera di rilevamento del disagio».

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21 agosto 2019

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