Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Cultura della post-verità

· ​Il vescovo di Gozo e le tesi favorevoli all’aborto ·

«Le argomentazioni a favore dell’aborto sono fake news o parte della cultura della post-verità»: lo ha detto il vescovo di Gozo, Mario Grech, parlando nei giorni scorsi all’assemblea generale dell’organizzazione non governativa Dar Guzeppa Debono, a Ghajnsielem, struttura ecclesiale impegnata a offrire un aiuto ai genitori non sposati che aspettano una nuova vita. Il presule, in un messaggio, citando Tertulliano ha affermato che non lasciare che un figlio veda la luce «è un omicidio anticipato» e che «non vi è alcuna ragione o scusante che giustifichi l’uccisione diretta di un essere umano».

Una settimana dopo che, nell’isola, la Women’s Rights Foundation ha presentato proposte per legalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza, monsignor Grech ha spiegato che «una società che accetta l’aborto è una società omicida», perché ogni volta che l’uomo elimina dal grembo materno la vita di un bambino, egli uccide una persona. Non si tratta «solo di una grave violazione della legge naturale ma anche del codice deontologico del medico» in quanto «ogni medico giura di usare la sua professione esclusivamente per proteggere la vita e non compiere mai atti che deliberatamente causano la morte della persona».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE