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Cuba libera
oltre settecento detenuti

· In risposta all’appello del Papa ·

Un segnale di equilibrio e distensione. Le autorità cubane hanno annunciato ieri la liberazione di 787 detenuti nel quadro di un indulto. La decisione — ha fatto sapere l’esecutivo cubano — è una risposta all’appello lanciato da Papa Francesco ai leader di tutto il mondo, in occasione del giubileo della misericordia.

Nell’annunciare l’iniziativa, il quotidiano ufficiale del Partito comunista cubano, «Granma», ha spiegato che per beneficiare dell’indulto sono stati scelti prigionieri «in base alle caratteristiche dei fatti per i quali sono stati sanzionati, alla loro condotta mentre scontavano la loro pena e al tempo già passato in carcere». In base a questi parametri, riferisce il quotidiano, sono stati esclusi i condannati per omicidio, stupro, corruzione di minorenni, traffico di droga o altri delitti considerati di «alta pericolosità sociale», mentre si è preso cura che fra gli indultati ci fossero «donne, giovani, malati e altre categorie vulnerabili».

Non è la prima volta che il governo di Raúl Castro risponde agli appelli di Papa Francesco a favore dei carcerati. Nel settembre 2015, in vista della visita del Pontefice sull’isola l’anno successivo, oltre 3000 detenuti erano stati liberati come gesto di buona volontà. Una simile decisione era stata già presa in occasione dei viaggi di Giovanni Paolo II nel 1998 e di Benedetto XVI nel 2012.

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