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Cruenti scontri fra tribù
in Papua Nuova Guinea

· Ventiquattro morti: tra loro donne incinte e bambini ·

Un orribile massacro ha sconvolto la Papua Nuova Guinea. Almeno ventiquattro persone, tra cui donne incinte e bambini, sono state uccise negli scontri tra tribù rivali, nella remota provincia di Hela. Al momento non sono chiari i motivi che hanno scatenato le violenze tribali, ma l’agenzia di stampa locale Emtv ha riportato almeno due episodi avvenuti in piccoli villaggi nel distretto di Tari-Pori. Domenica scorsa sette persone, quattro uomini e tre donne, sono state uccise nel villaggio di Munina, mentre lunedì 8 luglio sedici persone, tra cui donne e bambini, sono stati massacrati a colpi d’arma da fuoco nel villaggio di Karida, probabilmente in seguito a una vendetta per un attacco precedente in cui morirono sette persone. A riferirlo fonti locali, precisando che due donne erano incinte. Tuttavia il bilancio delle vittime e le date esatte delle violenze risultano ancora incerte e variano a seconda dei media. Secondo alcune fonti gli scontri sarebbero durati più di una settimana, coinvolgendo diverse tribù. Pertanto, il numero dei morti potrebbe essere più alto.

Si tratta di «uno dei giorni più tristi della mia vita», ha dichiarato subito dopo l’accaduto il primo ministro James Marape, promettendo di rintracciare e punire i colpevoli di quello che ha definito uno dei peggiori episodi di violenza in Papua Nuova Guinea degli ultimi anni. Marape ha poi sostenuto su Facebook che a compiere l’attacco sarebbero stati uomini armati delle tribù Hagui, Okiru e Liwi.

La provincia di Hela e le altre aree degli altipiani della Papua Nuova Guinea negli ultimi anni sono state spesso colpite da violenze legate a dispute territoriali, vendette e furti, ma la questione della lotta tra tribù indigene — ormai più che ventennale — sta raggiungendo livelli preoccupanti, soprattutto in seguito alla “scoperta” da parte dei tribali delle armi automatiche.

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