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Via Crucis
in metropolitana

Quattordicesima stazione 
Ostia Centro 
Gesù è deposto nel sepolcro 

Lo vediamo deposto
e ora rinchiuso in un bianco sepolcro.
Il viaggio, che è quasi finito,
mi trova ferito da tanto silenzio.
Quante volte ho veduto morire persone,
richiudere bare, veder lacrimare.
E sapere Gesù nel sepolcro,
e così non vederlo,
è il dramma di chi, sconsolato,
pensa soltanto che tutto è finito,
Che non gusteremo un abbraccio di madre,
di padre, di sposi, di amici.
Che tutto è perduto.
Che il viaggio di giorno e di sera di tante persone
non porta che all’oggi, non porta che al buio.
E che il mare che abbiamo davanti
è chiuso per sempre,
segno del male che serra le porte.
Ma “Ostia” — e qui siamo al centro —
significa “bocca” di fiume,
l’uscita di un’acqua che sfocia
nel mare che avvolge il pianeta.
E che è vita per tutti.
La morte non è più la fine,
ma ponte che porta alla Foce.
Son certo che niente è perduto,
che anche il mio viaggio
ha bisogno di un’altra fermata.
E guardo la stella
e vedo la Madre
che ora invochiamo Regina di Pace (1).
La pace non è sonno eterno,
riposo nel buio,
più senza un risveglio.
La Pace è speranza di Luce:
la pietra verrà rotolata.
Non voglio fermarmi, ma andare.
E guardo la stella.
Ed è Stella Polare. 

Resurrezione 
Stella Polare 
Eterna è la Sua misericordia 

Eccomi, sono arrivato.
Scendo alla “Stella Polare”,
ripieno di volti, di storie, persone.
Ogni giorno la via della croce
incrocia la via dolorosa dell’uomo.
E a ognuno vorrei dare coraggio, infondere forza,
perché non c’è croce
che non porti alla Vita,
come la foce
si apre nel Mare.
Uscendo, vedo persone
che forse si recano al vicino ospedale (2).
Vanno a portare conforto,
forse a imboccare un parente nell’ora di cena.
E anche il più piccolo gesto
mi sembra stasera una fonte di luce.
Io mi inoltro al tramonto, percorro le strade
che portano lì dove Ostia è si perde nel mare.
Vorrei scavalcare, entrar sulla spiaggia.
Mi fermo, guardando tranquillo quell’acqua,
in quest’ora serale di pace.
Non è un mare di splendide rive,
di limpide acque, riflessi di luce.
È un mare che va oltrepassato
per giungere a specchi più puri.
E penso che Stella Polare è la Fede
che porta ben oltre.
La morte non segna la fine,
è immergersi in Cristo che emerge da morte,
e che apre alla Vita infinita.
Giungerà il momento di entrare
in un mare che riva farà a un altro mare
e questo ancora a un altro,
per arrivare
all’Oceano d’Amore Infinito (3).
Per arrivare
a Gesù, alla sua tenerezza;
alla Misericordia, che è tutto in tutti,
al momento
in cui semplicemente e per sempre
saremo trafitti
dalla Sua Gioia (4).

di Paolo Ricciardi
Vescovo ausiliare di Roma

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1 - A Ostia c’è la parrocchia di Regina Pacis.
2 - Si tratta dell’ospedale “Grassi” di Ostia.
3 - Versi ispirati a una poesia di Emily Dickinson: «Come se il mare separandosi / svelasse un altro mare, / questo un altro, ed i tre / solo il presagio fossero / d’un infinito di mari / non visitati da riva — / il mare stesso al mare fosse riva — / questo è l’eternità».
4 - Cfr. Benedetto XVI, Spe salvi, 12.

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