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Via Crucis
in metropolitana

7. Settima stazione 
Eur Magliana 
Gesù cade la seconda volta 

È bastato un momento a quel Volto
per essere un poco schiarito.
Di nuovo Gesù è atterrato dal giogo del legno
che pesa il peccato del mondo.
Io sono da poco “sgusciato” dal treno
per prenderne un altro.
“Magliana” è stazione di scambio,
per chi dalla metro vuol giungere al mare.
Nel sottopassaggio tra un treno e quell’altro,
ho gente davanti e di fianco e alle spalle
che passa veloce o che corre,
per essere pronta al momento.
E correndo si portano pesi che non sono le borse, i borselli,
i pacchi o le buste ripiene di cose.
Sono i pesi del cuore, dell’uomo
che arriva alla sera sapendo che il buio
equivale a cadere, di nuovo, e cadendo a morire.
Li vedo, quei pesi, che schiacciano il Cristo
e schiacciano l’uomo che passa davanti, di fianco e alle spalle.
Anche questo quartiere, che vive al di là dei binari,
fu segno esteriore di un grande potere,
che presto sarebbe caduto (1).
Anche l’uomo Gesù cade più di una volta.
Ma ogni volta si alza e con questo
rialza le nostre cadute, dà il Senso più vero
a quel senso di fragile e vuoto
che riempie le nostre esistenze.
Il senso dell’Umile servo che dall’umiltà
trae la forza più vera e più bella.
E quel giovane padre che vedo lì in fondo
che prende per mano suo figlio,
mi sembra conferma di questa umiltà
di chi, grande, sa farsi di nuovo piccino.

di Paolo Ricciardi
Vescovo ausiliare di Roma

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1 - Si tratta dell’Eur, quartiere simbolo dell’era fascista.

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06 dicembre 2019

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