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Via Crucis
in metropolitana

3. Terza Stazione 
Piramide 
Gesù cade la prima volta 

La “piramide” a Roma è un po’ fuori luogo.
Bizzarro capriccio di un uomo,
che volle una tomba così,
sperando così di restare immortale.
E dietro di essa c’è un cimitero
che sembra un salotto, un giardino (1),
un intreccio di pianto e sorriso,
una vita che torna a sfidare la morte.
La stazione dei treni è segno moderno
della Porta romana di fronte,
avvio della via che porterà al mare e al suo porto.
Piramide è un crocevia
di macchine, moto, persone,
povera gente di tutte le razze.
Un uomo chinato in un angolo guarda la terra.
Ancora, il luogo ricorda
un feroce duello del secolo scorso
che vide romani e tedeschi affrontarsi
in un lembo di Guerra Mondiale. (2)
Per noi viaggiatori è via del ritorno,
per altri è mancanza di un tetto,
a volte la guerra per un pezzo di pane.
Gesù è tra la folla, e poi inciampa,
oppresso dal legno... e qui cade.
Le alte piramidi dietro Mosè
in una Pasqua lontana
si impongono ora di nuovo,
in questa Pasqua imminente,
dove c’è una condanna e una Croce
e duello di vita e di morte.
Il mare all’asciutto che fece passare Israele
sembra chiudersi ora, di fronte al Signore.
Ma Lui si rialza,
rialzando tutti i mortali del tempo, del mondo,
i viandanti di ieri, di oggi e di sempre,
in questo incrocio di Roma e d’Egitto,
guardando ad un Mare più vasto,
dove tutti potremo Passare.

di Paolo Ricciardi
Vescovo ausiliare di Roma

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1 - Si fa riferimento al cimitero acattolico di Roma.
2 - Ci si riferisce alla battaglia di Porta San Paolo del 10 settembre 1943.

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