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Via Crucis
in metropolitana

11. Undicesima stazione 
Acilia 
Gesù è crocifisso 

Acilia è arrivata.
Di nuovo un paese,
un’“isola sacra”, ricolma di tante persone,
pensando a quante ne scendono ora.
Il treno è in parte svuotato e la gente ripopola vie, palazzi,
quartieri, estensioni a catena
di un nucleo centrale che vuole crescere ancora.
Acilia, Palocco, Axa, Infernetto, son tante realtà diverse e uguali,
cosparse di verde, con strade bucate, vicoli, viali,
realtà popolari e villette con cani e guardiani.
E impianti sportivi, industrie, mercati,
e chiese, che han fatto la storia di tante famiglie.
Gesù è crocifisso tra tutto il trambusto
di questi quartieri svuotati di giorno
e pieni soltanto al tramonto.
La croce si innalza per dare valore a questo via vai,
dar senso e colore al buio dell’uomo
e riempirlo di nuovo d’amore.
Non posso sapere che c’è nelle case,
dietro le tende abbassate,
o dentro le teste di quei giovani in gruppo
che escon dal treno gridando, con frasi pesanti,
scherzando, credendo di essere soli.
Gesù è crocifisso per tutti, per loro,
i giovani d’oggi svuotati di luce.
Gesù crocifisso ha Giovanni lì sotto
e incrocia il suo giovane sguardo
con quello dei volti coetanei di sempre.
Io prego per ogni ragazzo,
che possa trovar nel cammino qualcuno
capace di alzargli lo sguardo e vedere Chi è in croce,
qualcuno che tenda la mano.
Qualcuno che riempia di gioia
l’anima e il cuore, le forze e la mente per dire:
“Io credo, io spero, io amo” (1).
Nel vuoto totale di senso,
sapere che un giorno basterà solo Dio.

di Paolo Ricciardi
Vescovo ausiliare di Roma

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1 - «Io credo, io spero, io amo» è la sintesi della vita e della testimonianza di don Mario Torregrossa, fondatore del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto, ad Acilia. Per gli ultimi 12 anni della sua vita fu costretto su una sedia a rotelle in seguito a un attentato incendiario sulla sua persona. La sua vita e il suo sacrificio furono generosamente spesi per i giovani e per i poveri.

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