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Via Crucis
in metropolitana

A Papa Francesco 
— viaggiatore verso le periferie del mondo — 
E a tutti coloro che viaggiano, 
in particolare su queste linee romane 

Introduzione

Da ragazzo avevo letto un simpatico racconto di un padre monfortano francese, Gilbert Le Mouël, intitolato: Dio nella metropolitana: Dio abbandona il Paradiso per venire a osservare di persona la vita degli uomini che utilizzano la metropolitana di Parigi.

Quella lettura mi incuriosì a tal punto che decisi di tradurla in una semplice e divertente rappresentazione, grazie ai ragazzi della parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario dove ero viceparroco, nel 1999. Poi, l’anno seguente, nel Giubileo del 2000, provai a scrivere un testo più “serio”, meditando la Via Crucis abbinando le quattordici stazioni ad altrettante stazioni della Metro a di Roma e della ferrovia Roma-Viterbo, in un tragitto da San Giovanni in Laterano a Monte Mario.

Quel testo — Via Crucis in Metropolitana, che gira su “internet” — so che è servito a qualcuno, come spunto di meditazione, nel tentativo di scorgere la via della croce nella via di ogni uomo, di tanti che ogni giorno, a Roma come in altre parti del mondo, viaggiano in metro per andare al lavoro o a scuola e per poi tornare a casa.

Poi, a distanza di sedici anni, nel 2016, nel contesto del Giubileo della misericordia, ho pensato con semplicità a un nuovo percorso, dopo essere diventato parroco nella zona sud di Roma, e “aver familiarizzato” con la linea b della metro e la Ferrovia che porta al mare.

Paolo Ricciardi

Colosseo alle spalle, entro in Metro.
È sera, nell’ora in cui i lavoratori
di solito rientrano a casa...

I. Prima stazione
Colosseo
Gesù è condannato a morte

Una folla di gente affolla la metro,
ogni ora del giorno.
Sotto terra corrono treni
e si rincorrono vite,
in questo tratto di Roma,
scavato da storie che la resero Eterna.
Anche poche manciate di passi
— la distanza tra l’una e l’altra fermata —
sono in realtà centinaia di incontri, di scontri,
di sguardi gettati nell’Alto e cadute nel buio.
Gesù è condannato alla Croce.
L’impero di Roma s’intreccia
a quel lembo di terra lontana
in cui visse quel giovane Uomo.
Pilato si trova, incosciente,
a rappresentare il mondo di sempre
prestato al potere
che s’incontra con Chi, Onnipotente,
sceglie di amare.
L’uomo, ogni uomo, passato, presente, futuro,
condanna il Dio della Vita... alla morte.
Ignari di questo, i viandanti del treno,
viaggiando tra antiche rovine,
sembrano tutti pensosi.
Ma il cuore in rovina si vuole destare
e ricerca, incosciente,
una vita che sappia di Eterno.
Soprattutto in quest’ora, alla sera,
il ritorno alla casa si intreccia, nel cuore,
al ritorno a una pace che duri per sempre.
In un luogo che sappia di nuovo di Misericordia.
Gesù condannato inizia il suo viaggio
nell’abisso del buio.
Per ricondurci a Casa.

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17 luglio 2019

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