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Via Crucis per le donne
vittime dello sfruttamento

Venerdì 26 febbraio alle 19.30 partirà dalla chiesa di Santo Spirito in Sassia la «Via Crucis di solidarietà e preghiera per le giovani donne vittime di tratta, prostituzione coatta e violenza». L’iniziativa è stata organizzata dalla comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con la Pastorale vocazionale della diocesi di Roma.

Giovanni e Carlo Carra, «Santa Giulia crocifissa» (xvii secolo,  Museo di Santa Giulia, Brescia)

Sette le “stazioni” previste, da Borgo Santo Spirito alla Chiesa Nuova, passando per Ponte Sant’Angelo, con altrettanti momenti di preghiera, meditazioni e testimonianze. «Sentiremo la testimonianza diretta di ragazze che hanno vissuto sulla propria pelle la condizione di vera schiavitù, che anche oggi esiste, nelle nostre città, anche se sembriamo non rendercene conto», spiega don Aldo Buonaiuto, coordinatore dell’iniziativa. Gli organizzatori annunciano, tra le altre, la presenza del cardinale vicario Agostino Vallini. La comunità Giovanni XXIII è impegnata a fianco delle vittime della prostituzione da 25 anni, e in questo periodo ha contribuito a liberare oltre 7.000 donne da questa moderna forma di schiavitù. Attualmente sono accolte nelle strutture della comunità circa 200 ragazze, mentre sono 21 le “unità di strada” che ogni settimana si mobilitano in tutta Italia per incontrare queste donne e offrire loro una via d’uscita dallo sfruttamento. Secondo le stime fornite dalla Giovanni XXIII nella penisola sarebbero tra le 75.000 e le 120.000 le donne costrette a prostituirsi. Nove milioni sarebbero invece i “clienti”, con un giro d’affari di circa 90 milioni di euro al mese.

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27 maggio 2019

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