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Cronache dalla provincia di frate Elia

· Il monumentale inventario dell’Archivio storico della Custodia francescana di Terra Santa ·

Articolato in tre ponderosi tomi, di cui il primo dedicato in larga parte alle Introduzioni del francescano Narcyz Klimas e Andrea Maiarelli, ha visto la luce dopo quattro anni di lavoro il monumentale inventario L’Archivio storico della Custodia di Terra Santa (1230-1970), a cura di Andrea Maiarelli (Milano, Edizioni Terra Santa, 2012, pagine 1.646, euro 165) con le schedature di Maria Clara Cominacini, Tiziana Nandesi e Valeria Vestrelli e la riproduzione anastatica del Catalogo dei Firmani ed altri documenti legali emanati in lingua araba e turca concernenti i santuari, le proprietà, i diritti della Custodia di Terra Santa conservati nell’Archivio della stessa Custodia in Gerusalemme , curato dal francescano Eutimio Castellani nel 1922 per la Tipografia dei padri francescani. L’origine, come di ogni giacimento documentario, affonda le radici nei primordi dell’istituzione, in questo caso nella stessa presenza dei frati minori in Terra Santa, «ispirata e promossa direttamente da san Francesco e dal suo storico viaggio in queste terre».

Persino nelle iniziali lacune, speculari al carisma francescano di povertà, ma anche e soprattutto nelle secolari testimonianze di dialogo costruttivo, questo archivio riflette «i grandi eventi come le vicende di tutti i giorni» sedimentate in forma documentaria «presso i conventi del Monte Sion e di San Salvatore a Gerusalemme, ma anche nei singoli conventi della Custodia sparsi per tutta la regione mediorientale».

Non siamo solo in ambito francescano, né esclusivamente cattolico o ecclesiastico. Come osserva l’archivista Klimas, ispiratore del progetto, si tratta di uno degli archivi più importanti, nonché più consistenti, di una istituzione occidentale nel mondo arabo. Evidenzia come, nel lungo periodo, la storia dell’ordine francescano s’intrecci con queste terre e con la loro gente ben al di là degli ambiti più pertinenti al “sacro”: a meno di voler includere in quest’ultimo la non secondaria attività scolastica, assistenziale e, in ultima analisi, pacificatrice svolta dalla Custodia e testimoniata dal suo archivio.

L’origine dell’istituzione si fa risalire al primo capitolo generale dei frati minori, celebrato in Santa Maria degli Angeli nel 1217. Inviati idealmente verso i punti cardinali attraverso undici province, i seguaci di Francesco considerarono sin dall’inizio con particolare riguardo quella di Terra Santa, designandola con nomi che risentono della cartografia dell’epoca e includendovi Costantinopoli e impero, Grecia e arcipelago, Asia Minore, Antiochia, Siria, Palestina, Cipro, Egitto e resto del Levante. Tale provincia fu affidata a frate Elia, che già si distingueva per cultura e talento organizzativo.  Nel 1219 arrivò lo stesso san Francesco: è noto il suo incontro con al-Malik al-Kāmil a Damietta, ed è nota la sua successiva visita in Siria. Il primo febbraio 1230, da Perugia, Papa Gregorio IX raccomandava ai patriarchi di Antiochia e di Gerusalemme, ai legati della Santa Sede e a tutti i prelati locali di accogliere e favorire in ogni modo l’ordine dei frati minori, intuendo l’importanza dell’incontro pacifico con le popolazioni locali e in particolare con i musulmani. Era in questi termini, più che in quelli strettamente territoriali, il  finis terrae che si apriva alla missione e alla custodia dei francescani.

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