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Crollate le torri si ricostruiscono ponti

· Il film fuori concorso «Il fondamentalista riluttante» della regista indiana Mira Nair ha aperto la mostra del cinema a Venezia ·

Sognare l’America nel momento sbagliato, coronare il successo inseguito da anni proprio l’11 settembre 2001: è quanto accade a Changez, il protagonista pakistano del romanzo di grande successo di Moshin Amid Il fondamentalista riluttante , da cui la regista indiana Mira Nair ha tratto il film che ha inaugurato la Mostra del cinema di Venezia.

Con le torri crollano quella mattina le certezze e le protervie del mondo e crollano anche le sue. Poi il senso di alienazione e sospetto che invade gli Stati Uniti e lo circonda gli fanno lambire, pur se riluttante, i territori della violenza, dello scontro.

Non è certo il primo film su quella tragedia, ma la prospettiva è nuova e interessante e sono non tanto audaci, quanto rigorosamente nobili, le motivazioni che hanno fatto decidere alla regista l’urgenza di girarlo. «Ho voluto così intraprendere un percorso di guarigione e di riconciliazione — ha confessato — per superare la miopia che avvolge i nostri tempi, per riannodare un dialogo tra Oriente e Occidente, tra mondo islamico e Stati Uniti d’America, che da quel giorno è ancora drammaticamente interrotto. Il film e il romanzo da cui è tratto dicono chiaramente che esiste una fraternità, una conoscenza reciproca che possono, se lo vogliamo, sanare la malattia che ha colpito la nostra società».

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