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Cristo
nostra giustizia

· ​Da motivo di scontro a terreno d’intesa con i protestanti ·

Roger van der Weyden, «Compianto e sepoltura di Cristo» (1460-1463, particolare)

Il termine “giustificazione” — salvo rare eccezioni — non appartiene al novero delle parole più comuni nel linguaggio parlato dai fedeli cristiani. È avvertito piuttosto come concetto proprio del linguaggio tecnico della teologia ed evoca antiche dispute che, a partire dal XVI secolo, hanno segnato la storia della Chiesa e hanno contribuito a determinare la separazione tra la Chiesa romana e le comunità protestanti. Se le controversie storiche sviluppatesi attorno alla dottrina della giustificazione sono universalmente note, non solo per i semplici fedeli, ma anche per molti teologi risulta piuttosto difficile stabilire con esattezza quali siano oggi i punti di dissenso tra la Chiesa cattolica e le comunità luterane. I concetti di giustificazione e di giustizia (da cui il primo deriva) sono diventati per molti aspetti estranei al linguaggio religioso e sembrano di pertinenza dell’ambito politico o giudiziario più che espressione del rapporto con Dio e della possibilità di ricevere salvezza da lui. 

Non era così alle origini del cristianesimo. Riprendendo la tradizione anticotestamentaria, l’apostolo Paolo ricorre al concetto di giustizia per formulare il centro dell’annuncio cristiano e per esprimere l’origine e l’efficacia della salvezza donata da Dio al mondo in Gesù Cristo. «Io infatti non mi vergogno del vangelo — afferma l’apostolo — poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. È in esso che si rivela la giustizia di Dio, di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede» (Romani, 1, 16-17). E nel capitolo 3 della stessa lettera, dopo aver descritto il fallimento sia dei pagani che degli ebrei, ritorna con forza sul tema della giustizia: «Ora invece, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono. E non c’è distinzione: tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù». (Romani, 3, 21-24).

di Angelo Maffeis

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11 dicembre 2019

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