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Cristiani uniti
per la pace in Medio oriente

· All’Angelus il Papa ricorda la giornata ecumenica vissuta a Bari con i patriarchi ·

«Un segno eloquente di unità dei cristiani»: così il Papa ha definito all’Angelus dell’8 luglio, l’incontro del giorno precedente a Bari, in occasione della speciale giornata per la pace nel Vicino e Medio oriente, vissuta con i patriarchi delle Chiese di quella regione.

Al termine della preghiera mariana domenicale di mezzogiorno con i fedeli presenti in piazza San Pietro, il Pontefice ha voluto ringraziare il Signore per la riuscita dell’avvenimento nel capoluogo pugliese, confidando di essere «rimasto veramente edificato» dall’atteggiamento e dalle testimonianze dei «Fratelli Capi di Chiese» e di «quanti li hanno rappresentati», ed esprimendo gratitudine anche all’arcivescovo di Bari-Bitonto, «fratello umile e servitore», ai collaboratori e a «tutti i fedeli che ci hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera e la gioiosa presenza».

Prima dell’Angelus, commentando come di consueto il Vangelo del giorno, il Papa aveva parlato della pagina in cui Marco (6, 1-6) presenta «Gesù che ritorna a Nazaret e di sabato si mette a insegnare nella sinagoga». «Ma — ha subito osservato Francesco — quello che poteva profilarsi come un successo, si tramutò in un clamoroso rifiuto», poiché le persone «invece di aprirsi alla realtà, si scandalizzano». Secondo loro, infatti, «Dio è troppo grande per abbassarsi a parlare attraverso un uomo così semplice»; non possono accettare «lo scandalo dell’incarnazione: l’evento sconcertante di un Dio fatto carne, che pensa con mente d’uomo, lavora e agisce con mani d’uomo, ama con cuore d’uomo, un Dio che fatica, mangia e dorme come uno di noi».

Del resto, ha chiarito il Pontefice, «il Figlio di Dio capovolge ogni schema umano» e ciò, ha proseguito attualizzando la riflessione, «è un motivo di scandalo e di incredulità non solo in quell’epoca» ma «anche oggi». Proprio così: persino nei «nostri giorni può accadere di nutrire pregiudizi». Invece «il Signore ci invita ad assumere un atteggiamento di ascolto umile e di attesa docile, perché la grazia di Dio spesso si presenta in modi sorprendenti».

Un esempio viene da santa Teresa di Calcutta. «Una suorina piccolina — ha detto il Papa — che andava per le strade per prendere i moribondi affinché avessero una morte degna». Eppure «questa piccola suorina con la preghiera e con il suo operato ha fatto delle meraviglie! La piccolezza di una donna ha rivoluzionato l’operato della carità nella Chiesa». Da qui l’invito del Pontefice ad «avere fede» perché «la mancanza di fede è un ostacolo alla grazia di Dio», con la conseguenza che «molti battezzati vivono come se Cristo non esistesse». Mentre, ha concluso Francesco, «ogni cristiano è chiamato ad approfondire questa appartenenza fondamentale, cercando di testimoniarla con una coerente condotta di vita, il cui filo conduttore sempre sarà la carità».

Il Papa all’Angelus

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19 luglio 2018

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