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Cristiani con una sola voce e un solo cuore

· Il cardinale Tarcisio Bertone in Kazakhstan ·

Nuovi sforzi affinché «i discepoli di Cristo proclamino con una sola voce e un solo cuore il Vangelo, messaggio di speranza per l'intera umanità» sono stati  auspicati  in Kazakhstan dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, in occasione della festa di sant'Andrea apostolo.

Il porporato si trova da lunedì sera, 29 novembre, nella capitale Astana, per partecipare al vertice dei capi di Stato che aderiscono all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) e per incontrare le autorità di Governo e religiose del Paese. Martedì mattina, 30 novembre, il segretario di Stato è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Nursultan A. Nazarbayev, quindi si è recato nella cattedrale ortodossa dell'Assunzione, recentemente aperta al culto, per la cerimonia liturgica durante la quale, a nome di Benedetto XVI, ha recato in dono un frammento delle reliquie dell'apostolo sant'Andrea, che sono venerate in Italia, nella città di Amalfi.

«Questa consegna, che sono onorato di effettuare nelle mani del metropolita Alexander, avviene — ha spiegato — in risposta alla devota richiesta che il suo predecessore, metropolita Mefodji, e l'arcivescovo Tomash Peta, metropolita cattolico, hanno congiuntamente rivolto al Papa. Il Pontefice, volendo venire incontro volentieri all'ardente desiderio, ha deciso di destinare alle rispettive Chiese due frammenti delle preziose reliquie. Tale scelta riveste profondo significato — ha aggiunto — in quanto sottolinea la comune venerazione degli apostoli». Tanto più che l'avvenimento ha coinciso proprio con il giorno nel quale, secondo il calendario della Chiesa latina, si  celebra la festa liturgica dell'apostolo Andrea.

In precedenza nel rivolgersi ai presenti a nome di Benedetto XVI, il cardinale Bertone aveva chiesto di trasmettere i saluti del Papa a Sua Santità Cirillo, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.

Dopo aver ricordato che nel nobile ed esteso Paese situato nel cuore del territorio eurasiatico,  vi sono «ampie possibilità per una serena e proficua convivenza religiosa», il cardinale Bertone ha evidenziato come per i cristiani il «dovere dell'amore reciproco» sia tanto più urgente: «Siamo infatti chiamati — ha spiegato — a dare testimonianza a tutti, con le parole e con le opere, che Dio è Amore. A tale riguardo, la mia presenza vuol essere anche un incoraggiamento a proseguire sulla strada del grande rispetto ed affetto, che so esistere fra la comunità ortodossa e quella cattolica di Astana, come pure di altre città. Non manchino — ha esortato  — occasioni propizie di mutuo sostegno e di approfondimento dell'amicizia».

Successivamente il porporato ha rievocato la figura dell'apostolo Andrea: la nascita a Bethsaida, il suo essere prima discepolo di Giovanni Battista e poi del Signore Gesù, a cui condusse anche il fratello Pietro. Insieme a Filippo, egli presentò a Cristo stesso i gentili e indicò il ragazzo che portava i pesci e il pane. Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste, predicò in diverse regioni e fu crocifisso in Acacia, Grecia. Andrea fu il primo degli apostoli a essere chiamato a seguire Gesù. Per questo la liturgia bizantina lo onora con l'appellativo di Protòklitos , che significa il primo chiamato. «La sua adesione pronta — ha commentato in proposito il cardinale Bertone — ha permesso di diffondere la Parola, la “buona notizia” della salvezza. La fede viene dall'ascolto e ciò che si ascolta è la Parola di Cristo, che anche oggi la Chiesa diffonde fino alle estremità della terra. Questa Parola è il cibo indispensabile per l'anima. È detto nel libro del profeta Amos che Dio metterà nel mondo una fame, non di pane, ma di ascoltare la sua parola. È una fame salutare, perché ci fa continuamente cercare e accogliere la Parola di Dio, sapendo che essa ci deve nutrire per tutta la vita. Niente nella vita può avere consistenza, niente può veramente soddisfarci se non è nutrito, penetrato, illuminato, guidato dalla Parola del Signore». Inoltre — ha proseguito citando l'esortazione apostolica di Benedetto XVI Verbum Domini — «un sempre più profondo impegno di radicale adesione a tale Parola, unitamente al sostegno dello Spirito Santo, costituiscono la forza per realizzare l'aspirazione di ogni comunità cristiana e di ogni singolo fedele all'unità» (n. 46).

Infine il segretario di Stato ha ricordato la preziosa icona donata dal Patriarca Atenagora i a Papa Paolo VI il 5 gennaio 1964, nella quale i due santi apostoli, Pietro il Corifeo e Andrea il Protòclito «si abbracciano, in un eloquente linguaggio d'amore, al di sotto del Cristo glorioso. Andrea è stato il primo a porsi nella sequela del Signore, Pietro è stato chiamato a confermare i suoi fratelli nella fede. Il loro abbraccio sotto lo sguardo di Cristo è un invito a proseguire nel cammino intrapreso, verso quel traguardo di unità che insieme intendiamo raggiungere. Nulla ci scoraggi, ma andiamo avanti con speranza, sostenuti dall'intercessione degli apostoli Pietro e Andrea, come pure dalla materna protezione di Maria Santissima, Madre di Cristo e Madre nostra». Con particolare intensità — ha concluso — «domandiamo a Dio il dono prezioso dell'unità tra tutti i cristiani, facendo nostra l'invocazione che Gesù elevò al Padre per i suoi discepoli: “Perché tutti siano una sola cosa”».

Al termine della celebrazione il cardinale Bertone ha partecipato al pranzo offerto in suo onore  dal metropolita Alexander e nel pomeriggio assiste al concerto che di fatto apre il vertice dei capi di Stato appartenenti all'Osce.

Il viaggio del segretario di Stato in Kazakhstan proseguirà fino a sabato 4 dicembre, quando — dopo quattro giornate fitte di impegni nella capitale — si trasferirà a Karaganda, prima del rientro in Vaticano.

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