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Davanti
alla basilica di San Benedetto

· Il cardinale Parolin a Norcia nel primo anniversario del sisma ·

Davanti a un luogo altamente simbolico per l’Europa come la basilica di San Benedetto a Norcia, ingabbiata dai ponteggi per le ferite del terremoto, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin — portando il saluto, la benedizione, la preghiera e l’affetto del Papa — ha lanciato un «appello a tutte le istituzioni civili, ecclesiali e private perché cooperino con alacrità e costanza, in sintonia con le popolazioni, affinché quella sinergia dimostrata nei primi tempi dopo il sisma continui e, anzi, si intensifichi in modo da portare a termine le opere progettate e quelle avviate, snellendo nei limiti del possibile le procedure».

Celebrando la messa a Norcia il 29 ottobre, a un anno dal terremoto, proprio davanti alla basilica, il cardinale ha chiesto che «si compia ogni sforzo per evitare lo spopolamento di diversi borghi, ripetutamente feriti dagli eventi tellurici che li hanno coinvolti in questi decenni con crolli e diffuse lesioni». E ha auspicato «una corale e decisa azione che muova risorse e intelligenze per ricostruire, insieme alle case e alle chiese, anche l’animo delle persone, per sconfiggere la paura e la rassegnazione: due calamità invisibili, eppure gravi quasi quanto un terremoto».

«Il Papa — ha assicurato il cardinale rivolgendosi proprio alle popolazioni colpite dal sisma — nel ricordo della visita che fece a San Pellegrino di Norcia il 4 ottobre 2016 e dell’udienza del 5 gennaio, vi incoraggia a riprendere il cammino, a non lasciarvi abbattere dalle difficoltà, ma a guardare con speranza al futuro». E «vi esorta a trarre dall’esempio della vostra storia la forza che vi ha sempre permesso di rialzarvi dopo ogni pur difficile prova». Francesco, ha aggiunto il segretario di Stato, «nell’augurare a tutti voi di superare al più presto, mediante l’impegno e la solidarietà di tanti fratelli e sorelle, le conseguenze del sisma, vi esorta a rivolgervi con filiale fiducia al Signore Gesù e a sua madre Maria, ad aprire loro senza esitazione la porta del cuore e della mente, per ricevere, insieme alla consolazione del Signore, l’energia necessaria a portare avanti con determinazione e coraggio l’opera di ricostruzione».

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16 ottobre 2019

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