Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Crisi
tra Berlino e Ankara

· Sulla questione armena ·

Tensione diplomatica tra Germania e Turchia. Ieri il Bundestag ha votato una risoluzione nella quale si definisce “genocidio” il massacro degli armeni avvenuto un secolo fa, sotto l’impero ottomano, che provocò tra 800.000 e un milione e mezzo di morti. La risoluzione, approvata quasi all’unanimità (solo un voto contrario e un astenuto), riconosce anche le responsabilità della Germania, che durante la prima guerra mondiale era alleata dei turchi. 

Il testo della risoluzione era stato presentato dall’Unione cristiano-democratica, il partito del cancelliere Angela Merkel, insieme ai socialdemocratici e ai verdi. Immediata la reazione di Ankara, che ha deciso di richiamare il proprio ambasciatore in Germania. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha dichiarato che il voto di Berlino «compromette seriamente i rapporti tra i due Paesi». E il richiamo dell'ambasciatore «è solo il primo passo». Più morbida la posizione del premier Binali Yıldırım, che oggi ha annunciato «misure contro la Germania», assicurando però che «le relazioni non saranno deteriorate». La Turchia sostiene che parlare di “genocidio” sia una falsificazione storica; non nega che il massacro degli armeni sia avvenuto, ma sostiene che non si sia trattato di un “genocidio” e che anche all’interno della popolazione turca ci sono state delle vittime.

Per il cancelliere Merkel, «le relazioni tra Germania e Turchia sono solide, anche se esistono differenze; ci sono molte cose che uniscono i due Paesi», come il fatto che oltre tre milioni di cittadini tedeschi hanno radici turche. Soddisfazione è stata espressa da Erevan. Quali saranno ora le conseguenze della votazione del Bundestag è difficile dirlo. Certo è che questa nuova tensione diplomatica arriva in un momento molto delicato per l’Unione europea, alle prese con l’emergenza immigrazione, terreno sul quale i rapporti con Ankara giocano un ruolo chiave.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

10 dicembre 2018

NOTIZIE CORRELATE