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Crisi sociale
nemico da combattere

· In Ecuador l’episcopato lancia un appello alla leale cooperazione ·

Quito, 12. È la crisi socio-economica in cui versa il Paese la principale preoccupazione dei vescovi in Ecuador che, al termine dell’assemblea plenaria svoltasi nei giorni scorsi a Quito, hanno lanciato un appello al dialogo e alla «leale cooperazione». Nel messaggio finale viene ribadita la necessità di affrontare «in modo efficace e con senso di responsabilità» la difficile situazione, in particolare nel settore sociale ed economico. «Siamo preoccupati per l’impatto che tale situazione potrà avere sulla vita della popolazione, soprattutto sui giovani colpiti dalla droga, sulle donne e i bambini vittime del traffico di esseri umani e su tutte le persone vulnerabili a causa dell’insicurezza e della disoccupazione», scrive la Conferenza episcopale.

E guardando alle elezioni presidenziali in programma nel 2017, i presuli mettono in guardia da una campagna elettorale caratterizzata dall’esasperazione degli scontri politici e, esortando al dialogo, ribadiscono la missione della Chiesa: «Essere una testimonianza viva di verità e libertà, di pace e giustizia, affinché la popolazione sia incoraggiata da una nuova speranza».

Durante i lavori non poteva mancare un approfondimento sullo stato dei cristiani perseguitati nel mondo: «Condividiamo il profondo dolore per le tribolazioni e la drammatica situazione dei nostri fratelli nella fede in varie parti del mondo. Li teniamo sempre presenti nella mente e nel cuore e invochiamo il Signore affinché conceda loro la forza necessaria e la consolazione della fraterna e concreta sollecitudine di tutta la Chiesa», in modo che la loro testimonianza «rafforzi la fedeltà di tutti i battezzati». Ma forza e sostegno nella fede l’episcopato invita a ritrovarli anche nei frutti maturati dopo il viaggio apostolico compiuto da Papa Francesco in Ecuador nel luglio 2015: «Vi esortiamo a rivedere e a far fruttare la ricchezza del messaggio che il Santo Padre ci ha lasciato. Ciò ci rafforzerà nella fede, rinnoverà le nostre famiglie e farà crescere la nostra società nella solidarietà, nella gratuità e nella sussidiarietà»  

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