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​Crisi nordcoreana sempre più pericolosa

· ​Allarme del segretario generale delle Nazioni Unite ·

Navi da guerra sudcoreane durante un’esercitazione (Reuters)

Il rischio nucleare rappresentato dalla Corea del Nord è la «crisi più pericolosa che ci troviamo ad affrontare». Lo ha detto ieri il segretario generale dell’Onu, António Guterres, facendo riferimento alle guerre mondiali, «dalle quali — ha precisato — dobbiamo imparare la lezione». A quel tempo — ha aggiunto — «a causa di un graduale processo di escalation, tutto a un tratto il mondo ha scoperto di essere in guerra. E questo è un rischio che dobbiamo evitare». Le potenziali conseguenze dell’azione militare «sono troppo orribili» ha poi evidenziato Guterres, ribadendo la sua inequivocabile condanna dei test nucleari effettuati dalla Corea del Nord e invitando Pyongyang a conformarsi ai suoi obblighi internazionali e al dialogo. La situazione al 38° parallelo rimane molto tesa. A tre giorni dal sesto esperimento nucleare, il regime comunista nordcoreano ha minacciato nuovi «pacchi regalo» per gli Stati Uniti, se Washington non metterà fine alle sue «incoscienti provocazioni». L’avvertimento è stato lanciato dall’ambasciatore nordcoreano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Han Tae Song, nel corso della conferenza di ieri dell’Onu sul disarmo.

In precedenza, l’agenzia Asia Business Daily ha riferito che un missile intercontinentale è stato spostato verso la costa occidentale nordcoreana. Nella stessa zona sono state già testate tecnologie che potrebbero raggiungere la base militare di Guam e le forze navali statunitensi dislocate nell’oceano Pacifico. La circostanza non è stata confermata dai militari sudcoreani che, sempre ieri, hanno riferito, però, come Pyongyang sia in grado di lanciare un missile balistico intercontinentale in qualsiasi momento. L’ultimo lancio, il 28 agosto scorso, ha sorvolato il Giappone per poi cadere in mare. I preoccupanti sviluppi nella penisola coreana saranno al centro del vertice dell’Eastern Economic Forum di Vladivostok, città portuale russa a soli 130 chilometri dal confine con la Corea del Nord. 

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