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Crisi mondiale

· Per il segretario generale dell’Onu è necessaria una risposta globale ·

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invocato «una risposta globale massiccia» all’epidemia di ebola, che ormai — ha precisato — «sta diventando una crisi mondiale». Il numero uno del Palazzo di Vetro ha parlato ieri da Addis Abeba, al termine di un incontro con il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim, e con la presidente della Commissione dell’Unione africana, Nkosazana Dlamini Zuma.

Abitanti di Monrovia, in Liberia, assistono al funerale di una donna sospettata di aver contratto il virus dell’ebola (La Presse/Ap)

Ban Ki-moon ha osservato che la comunità internazionale ha davanti a sé una strada lunga se vuole fermare l’epidemia e aiutare i Paesi più colpiti a ricostruire le loro economie. Il segretario generale ha anche espresso sostegno alla missione dell’Unione africana Aseowa, impegnata contro l’epidemia al fianco della missione Onu Unmeer, che opera nell’Africa occidentale dal 19 settembre scorso. L’Unmeer ha richiesto maggiori aiuti finanziari per l’Aseowa, a favore della quale hanno mobilitato risorse le Nazioni Unite, l’Ue e le banche africana e islamica per lo sviluppo.

Ban Ki-moon è poi intervenuto in difesa degli operatori sanitari che lavorano in Africa, definendoli «persone eccezionali che danno loro stesse per l’umanità».

Anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è tornato ieri a parlare di ebola, difendendo le linee-guida dell’Amministrazione di Washington per il controllo delle persone che sono state esposte al virus. Obama ha anche chiesto agli americani di non cedere alla paura, perché — ha detto — si stano registrando «progressi».

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