Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Crisi globale, atto secondo

· Secondo l'Fmi il debito potrebbe rallentare la ripresa ·

Le condizioni del sistema finanziario migliorano, ma la stabilità non è assicurata a causa dell’elevato debito delle economie avanzate, che potrebbe spingere la crisi in una seconda nuova fase. In un nuovo rapporto sullo stato dell'economia, il Fondo monetario internazionale (Fmi) constata i progressi compiuti grazie anche al sostegno pubblico, ma lancia l’allarme rischio-Paese che minaccia una ripresa fragile e a più velocità, mettendola in pericolo.

A confermare il migliore stato di salute delle banche è il taglio delle stime sul costo della crisi, che si tradurrà per gli istituti di credito in un onere di 2.300 miliardi di dollari, inferiore ai 2.800 previsti in ottobre. «In ogni caso — avverte il Fondo — restano importanti sfide» per il sistema, fra le quali quelle di finanziamento, con 5.000 miliardi di dollari di debito che giungerà a maturazione nei prossimi tre anni. Decisiva per il sistema finanziario è l’introduzione di nuove regole: oltre a una riforma della finanza condivisa, il mercato risulterebbe più sicuro con derivati più trasparenti.

Secondo l'Fmi, il mercato dei derivati «è cresciuto notevolmente negli ultimi anni e ora — si legge nel Global Financial Stability Report — ha un valore che supera i 600.000 miliardi di dollari». Per quanto non siano ancora chiare le modalità con cui i Governi intendono affrontare il problema del «too-big-to-fail» e i rischi sistemici, alle autorità di regolamentazione vanno forniti adeguati strumenti per monitorare gli stessi rischi, con misure di controllo più stringenti. «Nonostante i recenti miglioramenti delle prospettive e dello stato di salute del sistema finanziario globale — si legge nel documento — la stabilità non è assicurata».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

22 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE