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​Crisi dimenticate

· Meno attenzione dei media significa meno aiuti ·

Molte crisi umanitarie sono del tutto ignorate dai mezzi di comunicazione di massa, con gravi ripercussioni sugli aiuti. Situazioni come quelle che si registrano nello Yemen o in molti paesi africani come il Sud Sudan o la Somalia, semplicemente non fanno notizia e non hanno alcun peso nella coscienza collettiva, soprattutto occidentale. A lanciare l’allarme è un rapporto redatto dall’ong internazionale Care internazional intitolato Suffering in Silence, “soffrire in silenzio”.

Altri paesi con gravi problemi umanitari che raramente trovano spazio sui media, secondo lo studio sono l’Eritrea e il Burundi. Seguono in questa triste classifica Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Bacino del Lago Ciad (Niger, Camerun, Ciad), Vietnam e Perú. «Siamo tutti consapevoli del fatto che una singola foto può richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale su un unico problema. Ma le persone dei paesi analizzati nello studio sono lontane dalle telecamere e dai microfoni di tutto il mondo», ha detto Laurie Lee, segretario generale ad interim di Care international. Esiste poi, secondo gli esperti, una relazione diretta tra l’attenzione mediatica e i fondi donati per gli aiuti umanitari. «I media giocano un ruolo fondamentale nell’attrarre l’opinione pubblica su quelle crisi dimenticate e trascurate», ha detto Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. «Nonostante le conseguenze dei conflitti ricadano tragicamente su milioni di vite umane, persiste il divario tra i bisogni umanitari e i fondi a disposizione. Le previsioni per il 2018 non sono buone, resta ancora debole la volontà politica di risolvere i conflitti e affrontare le cause che li generano, quali mancanza di governance, aumento della povertà, disuguaglianza e cambiamento climatico. Secondo lo studio, nel 2018 molti di queste crisi continueranno ad aggravarsi.

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19 marzo 2019

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