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​Crisi alimentare in Centrafrica

· Metà della popolazione ha urgente bisogno di aiuti ·

Nella Repubblica Centrafricana circa due milioni di persone, su 4,5 milioni di abitanti, hanno urgente bisogno di assistenza alimentare. L’allarme è stato lanciato ieri dall’Onu in un comunicato nel quale si sottolinea che la situazione attuale è la «più grave» dal 2014.

Coltivatori centrafricani (Fao)

Uno studio sulla sicurezza alimentare nella Repubblica Centrafricana a settembre aveva già messo in evidenza «i risultati peggiori dal 2014 con 1,9 milioni di persone che necessitano di un’assistenza alimentare urgente» ha avvertito Hervé Verhoosel, portavoce del Programma alimentare mondiale (Pam). «Una attenzione particolare e un’azione rapida sono necessarie per evitare una tragedia umana», precisa Verhoosel, visto che «le condizioni nella Repubblica Centrafricana continuano a deteriorarsi a causa dell’insicurezza persistente». La nuova ondata di violenze è iniziata a novembre a Batangafo, (nord) del paese, a Bambari (centro) e Zemio (sud-est), costringendo migliaia di civili alla fuga. Su 620.000 rifugiati, il 60 per cento vive in famiglie di accoglienza e il deterioramento della situazione ha un impatto diretto sulla sicurezza alimentare. Dal 2013 la quasi totalità del paese vive sotto la minaccia di gruppi armati, e la Repubblica Centrafricana è registrata nella lista dei paesi più poveri al mondo malgrado la presenza di un sottosuolo ricco di risorse come diamanti, oro e uranio. La caduta del presidente François Bozizé, rovesciato nel 2013 dai ribelli Seleka a maggioranza musulmana, ha provocato una controffensiva delle milizie anti-balaka, che pretendevano di difendere le popolazioni del sud del paese non musulmane.

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14 novembre 2018

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