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Crimini che offendono l’umanità

· ​All’Angelus il dolore di Papa Francesco per le stragi di migranti ·

Nuovo appello per la libertà religiosa e la fine delle violenze contro i cristiani

Un profugo cerca di attraversare il confine tra Serbia e Ungheria (Ap)

Bisogna impedire che si ripetano stragi di migranti come quelle avvenute nei giorni scorsi: è l’appello lanciato da Papa Francesco all’Angelus di domenica 30 agosto. Ricordando le vittime delle recenti tragedie — in particolare le settantuno persone morte in un camion sull’autostrada Budapest-Vienna — il Pontefice ha chiesto ai fedeli riuniti in piazza San Pietro di pregare in silenzio «per tutti i migranti che soffrono e per quelli che hanno perso la vita». E ha esortato a «cooperare con efficacia per impedire questi crimini, che offendono l’intera famiglia umana».

Nelle preoccupazioni del Papa anche la situazione dei cristiani perseguitati in Medio oriente e in altre parti del mondo. Francesco li ha affidati all’intercessione del vescovo siro-cattolico Flaviano Michele Melki — beatificato sabato 29 in Libano — invocando per loro «consolazione, coraggio e speranza», ed esprimendo l’auspicio che il nuovo beato «sia anche di stimolo ai legislatori e ai governanti perché ovunque sia assicurata la libertà religiosa». Esplicito il richiamo alla comunità internazionale, invitata dal Pontefice a «fare qualcosa perché si ponga fine alle violenze e ai soprusi».

In precedenza il Papa aveva parlato della necessità di non limitarsi all’osservanza esteriore della legge e di purificare il cuore dall’ipocrisia.

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15 settembre 2019

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