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La criminalità dietro il picco
degli sbarchi

· Denuncia del governo italiano ·

Migranti soccorsi arrivano nel porto di Palermo (Afp)

Prende sempre più corpo l’ipotesi di una regia occulta dietro l’impennata degli sbarchi di migranti registrata nell’ultima settimana. Fonti del governo italiano hanno infatti riferito che «un’azione logistica fuori dal comune, quasi di stampo militare» avrebbe causato l’arrivo di oltre 8500 migranti sulle coste italiane durante le festività pasquali. Il tema sarà senza dubbio sul tavolo del colloquio, oggi in programma a Washington, tra il presidente statunitense, Donald Trump, e il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, incontro che, secondo le anticipazioni, verterà proprio sulla stabilità del Mediterraneo e in particolare della Libia. Per le fonti italiane si tratta più di un sospetto, dopo che gli 007 hanno ricostruito con esattezza la rotta dei gommoni, i porti di partenza, gli orari, i punti incontro delle navi umanitarie, il cui ruolo e i cui finanziamenti restano in moltissimo casi oscuri. Dietro tutto questo ci sarebbe la criminalità organizzata libica, ma non solo. Tutto fa pensare a un disegno politico più vasto teso alla destabilizzazione del premier Al Sarraj, capo del governo di unità nazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite e dall’intera area del Mediterraneo centrale. Sotto accusa ci sono anche le navi delle ong umanitarie. Di questi sospetti si è parlato ieri al senato italiano. Il generale della guardia di finanza, Stefano Screpanti, ha detto che «non ci sono collegamenti fra ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti». A smentire le accuse anche l’ammiraglio Enrico Credendino, comandante della missione navale europea Sophia-Eunavformed, anche lui ascoltato ieri al senato. Prese di posizione, queste, che fanno luce sui tanti casi sollevati negli ultimi mesi. Più volte infatti media e politici avevano attaccato le ong accusandole di complicità con i trafficanti. Intanto, l’Austria si è detta pronta ieri a chiudere il Brennero nel giro di qualche ora nel caso di un nuovo boom degli arrivi. 

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21 settembre 2019

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