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Crimea nuovo confine

· Plebiscito nel referendum di annessione alla Russia considerato illegale da Stati Uniti e Unione europea che preparano sanzioni ·

Profondamente divisa appare la comunità internazionale dopo il referendum svoltosi ieri in Crimea per l’annessione alla Russia. Una consultazione che, come era facilmente prevedibile, si è risolta in una sorta di plebiscito, con una percentuale del 96,77 per cento a favore del distacco da Kiev.

E oggi il Parlamento della Crimea, riunito in seduta straordinaria, ha votato formalmente per l’indipendenza e ha chiesto l’annessione alla Russia. Inoltre, i deputati di Simferopoli hanno adottato come moneta ufficiale il rublo, che conviverà insieme alla grivna ucraina fino al gennaio del 2016.. Il premier filo-russo della Crimea, Sergiy Aksyonov, è intanto segnalato in partenza per Mosca a capo di una delegazione parlamentare e del Consiglio dei ministri, mentre il presidente Vladimir Putin, parlerà della Crimea in un discorso previsto per domani a mezzogiorno (le 3 in Italia) davanti al Parlamento russo riunito in seduta comune.

E mentre gli Stati Uniti e l’Europa fanno sentire la loro voce contro il Cremlino bollando come «illegale e illegittimo» il referendum e annunciando sanzioni già per l’odierna giornata, Putin, ha riaffermato ieri sera, durante una conversazione telefonica con il presidente statunitense Barack Obama, che «il referendum è pienamente conforme al diritto internazionale». 

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23 marzo 2019

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