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In crescita
l’attività sanitaria
e scientifica

Quasi due milioni di prestazioni ambulatoriali e ventinovemila ricoveri; 324 trapianti di organi, cellule e tessuti e più di tredicimila pazienti “rari”. Sono i dati più evidenti che testimoniano la crescita dell’attività clinica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù (Opbg) nell’ultimo anno. Frutto dell’azione combinata di ricerca e di cura svolte nelle sedi del Gianicolo, di San Paolo fuori le Mura, di Palidoro e di Santa Marinella, questa tendenza positiva ha ripercussioni di inestimabile valore sociale. Basti pensare alle quasi 4.500 le famiglie dei pazienti ricoverati cui è stato fornito un alloggio e alla vasta produzione scientifica, con ben 679 pubblicazioni. Il tutto conseguendo ricavi superiori ai costi sostenuti.

Durante la presentazione è stato anche reso noto che nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni di attività, il prossimo 20 novembre si terrà nell’aula Paolo VI in Vaticano la «Serata di stelle per il Bambino Gesù»: spettacolo all’insegna della solidarietà con l’obiettivo di raccogliere fondi per il nuovo Istituto dei tumori e dei trapianti. È già attivo, a questo scopo, il numero solidale 45535, che permette di donare 2 euro da mobile e 5 o 10 euro da telefono fisso.

Tornando ai numeri, sono in aumento anzitutto quelli dell’assistenza: con più di ottantacinquemila accessi registrati al pronto soccorso, trentamila interventi chirurgici e 324 trapianti eseguiti. Ben 360 sono stati i trasporti di emergenza neonatale e 106 quelli tramite l’eliporto vaticano, in collaborazione con il Governatorato, per un totale di quasi duecento in due anni.

I parti a rischio effettuati nell’ambito del progetto Nascita Opbg sono stati 27 nel corso dell’anno. Attivata nel 2017, l’iniziativa riguarda casi altamente critici al fine di evitare i rischi del trasferimento d’urgenza post-parto. E se il 29 per cento dei ricoverati proviene da fuori regione — soprattutto da Campania, Puglia e Calabria — un altro 15 è di nazionalità straniera.

In aumento anche le procedure chirurgiche e interventistiche (30.648), cui vanno aggiunti 3.089 interventi di chirurgia ambulatoriale. Ma è sul fronte dei trapianti pediatrici che il Bambino Gesù si attesta come unico ospedale in Europa in grado di rispondere al bisogno di ogni tipologia: nel 2018 ne sono stati effettuati 150 di midollo allogenico, 36 di midollo autologo, 39 di homograft (protesi valvolari cardiache), 27 di fegato (di cui 8 da vivente), 28 di rene (di cui 11 da vivente), 29 di cornea, 9 di cuore (a cui si aggiungono 8 impianti artificiali), 5 di membrana amniotica e uno di polmone. Altro importante traguardo raggiunto è quello della terapia genica, cioè delle cellule “riprogrammate” contro il tumore. La tecnica di manipolazione del sistema immunitario del paziente (Car T) rientra nell’ambito della cosiddetta terapia genica o immunoterapia, una delle più innovative e promettenti strategie per affrontare il cancro.

Nel vasto campo della ricerca scientifica, sono oltre 800 le persone che vi sono impegnate, per cui il Bambino Gesù si attesta al terzo posto della rete di tutti gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e al primo tra gli ospedali pediatrici italiani. Ne scaturisce un’ampia collaborazione con ben 1.786 enti di 73 paesi, la maggior parte dei quali sono centri universitari (40%), ospedali (37%) e centri di ricerca (10%). E con la partecipazione a 15 Reti Ern (European Reference Networks), il Bambino Gesù è ampiamente coinvolto soprattutto nella condivisione delle conoscenze sulle malattie rare e il coordinamento delle cure. Sono ben 13.307 i pazienti arruolati nella Rete regionale delle malattie rare. E grazie alle piattaforme genomiche e alle competenze bioinformatiche sviluppate presso i suoi laboratori, nel 2018 sono state identificate 21 nuove patologie che erano orfane di diagnosi. In pratica sono state offerte risposte diagnostiche per oltre il 50 per cento dei malati rari o ultra-rari seguiti.

Infine per quanto riguarda le cifre dell’accoglienza delle famiglie che seguono il bambino malato durante il percorso di cura, sono quasi 200 ogni giorno le stanze messe a disposizione gratuitamente per i familiari dei piccoli pazienti che vengono da fuori Roma, grazie a una rete di solidarietà formata da case famiglia, istituzioni non profit, associazioni di albergatori. 5.750 invece sono le mediazioni culturali attivate, in 52 lingue, per i nuclei famigliari stranieri. Circa 30.000 sono i bambini coinvolti nei progetti ricreativi delle ludoteche e 3.250 gli alunni della “Scuola in ospedale”.

Prosegue inoltre l’attività dell’unità mobile per l’assistenza sanitaria dei minori con difficoltà sociali ed economiche nelle periferie di Roma e nei campi nomadi, esperienza nata durante il Giubileo straordinario della misericordia voluto da Papa Francesco. Continuano anche le iniziative di solidarietà all’estero con progetti umanitari o di cooperazione in dieci paesi (Repubblica Centrafricana, Etiopia, Giordania, Tanzania, India, Siria, Russia, Georgia, Cambogia e Cina) e 62 pazienti umanitari provenienti da 28 nazioni e interamente a carico dell’ospedale. In totale nel 2018 sono stati 531 i pazienti ricoverati provenienti da 80 paesi dei cinque continenti.

Nella comunità composta da più di 3.500 professionisti tra dipendenti, collaboratori e ricercatori, più della metà dei dirigenti medici sono donne. E di questa comunità fa parte a pieno titolo anche la rete dei volontari, con 42 associazioni accreditate.

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22 settembre 2019

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