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Cresce la tensione tra Cina e Stati Uniti

· Per l'annunciato incontro tra Obama e il Dalai Lama ·

Cresce la tensione tra Washington e Pechino: la Cina ha lanciato un nuovo monito sull’incontro tra Barack Obama e il Dalai Lama, dopo che la Casa Bianca ha confermato che il presidente degli Stati Uniti vedrà il leader spirituale tibetano, forse già questo mese.

Il ministero degli Esteri di Pechino ha fatto sapere che il presidente cinese, Hu Jintao, ha chiesto personalmente a Obama di non incontrare il Dalai Lama e ha ribadito che il Governo cinese «è risolutamente contrario a qualsiasi contatto tra il presidente degli Stati Uniti e il Dalai Lama con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma». Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Ma Zhaoxu, ha riferito che nell’incontro con Obama del novembre scorso Hu aveva ribadito «la rigida posizione della Cina contraria a qualsiasi incontro di esponenti e funzionari del Governo» con il leader tibetano. Esortiamo gli Stati Uniti — ha sottolineato il portavoce cinese — «a comprendere in pieno l’alta sensibilità della questione tibetana e ad affrontare in modo prudente e appropriato ciò che ne consegue evitando di arrecare ulteriori danni alle relazioni sino-americane». Il riferimento è all’annunciata vendita di armamenti statunitensi a Taiwan e alla polemica su Google e la censura su Internet che ha già portato Washington e Pechino ai ferri corti.

Ma nonostante le pressioni della Cina che continua ad ammonire Barack Obama che un incontro con il Dalai Lama sarebbe dannoso per i rapporti tra le due Nazioni, la Casa Bianca ha risposto immediatamente annunciando che il presidente statunitense incontrerà il leader religioso tibetano in occasione del suo prossimo viaggio negli Stati Uniti.

Il portavoce della Casa Bianca, Bill Burton, ha inoltre sottolineato ieri sera che Obama aveva già espresso ai dirigenti cinesi, in occasione del suo viaggio di novembre in Cina, la sua intenzione di incontrare il Dalai Lama. Il leader spirituale tibetano aveva visitato gli Stati Uniti poco prima del viaggio di novembre di Barack Obama in Cina e il presidente americano aveva ritenuto opportuno, per non irritare i dirigenti cinesi, non incontrare all’epoca il Dalai Lama.

L’episodio si inserisce in una situazione di tensione tra i due Paesi per una serie di problemi: dalla censura a Google alla vendita di armi americane a Taiwan. Zhu Weiqun, responsabile del partito comunista cinese per le etnie e gli affari religiosi, aveva affermato, ieri, in una conferenza stampa, che il suo Governo si opporrà con forza a un eventuale incontro tra Obama e il Dalai Lama, che comincerà una visita negli Stati Uniti il 16 febbraio prossimo. Secondo il responsabile di Pechino «i rapporti tra il Governo centrale e il Dalai Lama sono una questione interna alla Cina. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di una forza straniera di interferire con le questioni interne cinesi usando come pretesto» il leader tibetano.

«Il Dalai Lama è un leader culturale e religioso rispettato in tutto il mondo e il presidente Obama si incontrerà con lui in questa veste — ha detto il portavoce della Casa Bianca —. Deve essere chiaro che noi consideriamo il Tibet parte della Cina. Abbiamo comunque preoccupazioni nel campo dei diritti umani sul trattamento riservato ai tibetani. Sollecitiamo il Governo cinese a proteggere le tradizioni religiose e culturali del Tibet. Riteniamo le nostre relazioni con la Cina mature abbastanza per cercare di lavorare insieme sulle questioni di interesse comune, come il clima, l'economia globale, la non-proliferazione, affrontando nello stesso tempo in modo franco i problemi dove non siamo d’accordo».

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