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Cresce la tensione nel Vicino Oriente

· Dopo il presunto raid israeliano in Siria ·

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha espresso «profonda preoccupazione» per il rischio di un aumento della tensione nel Vicino Oriente dopo il presunto raid israeliano in territorio siriano. «In questo momento, le Nazioni Unite non hanno i dettagli dell’incidente — ha dichiarato — né l’Onu è in grado di verificare in modo indipendente quello che è successo». Il segretario generale ha quindi rivolto un appello a «tutti gli interessati a evitare tensioni o un’escalation delle violenze nella regione, e ad applicare rigorosamente il diritto internazionale, in particolare nel rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità di tutti i Paesi nella regione».

Ancora non è chiaro cosa sia accaduto nella notte tra martedì e mercoledì: la Nato e l’Onu affermano di non avere informazioni sufficienti. Le ipotesi sono contrastanti. Il Governo israeliano non ha confermato ufficialmente il raid. La Siria invece, come si legge in una nota governativa, «ritiene Israele e coloro che lo proteggono nel Consiglio di sicurezza responsabili delle conseguenze dell’attacco e conferma il proprio diritto alla difesa della terra e della sovranità». L’Esercito siriano afferma che i missili israeliani hanno centrato e parzialmente distrutto il sito militare di Jamraya, considerato il polo tecnologico più avanzato del Paese.

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22 febbraio 2020

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