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Per costruire un’umanità nuova

· ​La Giornata mondiale della pace nelle diocesi italiane ·

Da Matera, «una città che ha avuto la forza di rialzarsi sempre, di reagire con forza e decisione a forme di devastazioni, di ingiustizie, di vergogna» e che «ha vinto una grande sfida nell’essere stata proclamata Città europea della cultura 2019, parte un forte annuncio per l’umanità intera: il desiderio di pace per tutti. Pace con se stessi, con gli altri, con i popoli bisognosi di essere supportati a risalire la china della legalità e della convivenza umana. Pace con i popoli, costruendo ponti di solidarietà e abbattendo i muri della divisione e dello scandalo, spalancando i porti del cuore per dilatare gli spazi dell’amore». È il messaggio che monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, ha lanciato ai numerosi partecipanti alla cinquantunesima marcia nazionale per la pace, tradizionale appuntamento dell’ultimo dell’anno promosso da Pax Christi, Caritas, Azione cattolica e dall’ufficio nazionale per i problemi sociali e del lavoro dell’episcopato italiano. Un’occasione ulteriore per ribadire il “no” convinto alla guerra e alla violenza, allo sfruttamento e alla distruzione e riflettere sul tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio: «La buona politica è al servizio della pace».
«Viviamo in un tempo di particolare confusione ma si avverte il bisogno di un rinnovamento che metta al centro dei diversi schieramenti un umanesimo che significa rispetto, dialogo sincero e positivo» ha detto monsignor Caiazzo nell’omelia della messa che ha aperto la marcia. In un anno particolarmente difficile come quello appena passato, il presule ha puntato il dito contro i costruttori di guerra e odio, tanto dei conflitti bellici quanto di quelli sociali e culturali. La denuncia però non può bastare. Per questo arriva anche il deciso richiamo alla speranza in «una risurrezione per una umanità nuova». Un richiamo ancora più significativo perché giunge dalla città dei Sassi, nel cuore di quel meridione «spesso mortificato a causa della malavita organizzata», come ha sottolineato monsignor Caiazzo, che citando il messaggio del Pontefice ha ribadito l’importanza di una buona politica. «La situazione del Sud — ha ricordato l’arcivescovo di Taranto, Filippo Santoro, presidente della Commissione per i problemi sociali e il lavoro della Cei — è particolarmente grave per l’occupazione, il disagio sociale e la cura dell’ambiente. Per questo abbiamo bisogno di una buona politica e che la Chiesa educhi a rapporti nuovi e incida perché siano rispettati i diritti e i doveri delle persone».

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16 settembre 2019

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