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Per costruire in Iraq un futuro di speranza

· La preghiera accompagna la visita del cardinale Filoni tra le popolazioni perseguitate ·

Baghdad, 19. «Tutte le autorità ci hanno garantito la loro collaborazione. Bisogna pensare che qui in Iraq oggi ci sono un milione e duecentomila rifugiati, quattrocentomila bambini, persone appartenenti a vari gruppi religiosi ed etnici». È quanto afferma il cardinale Fernando Filoni, inviato personale del Papa tra le popolazioni perseguitate dell’Iraq. Ieri il porporato, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha proseguito la sua visita ad Erbil, nel Kurdistan, per esprimere «la vicinanza, l’affetto e l’incoraggiamento» del Papa ai cristiani e alla minoranza yazida messi in fuga dalle milizie fondamentaliste dello “Stato islamico”. «Giorno dopo giorno — ha detto ai microfoni di Radio Vaticana — si vede che, anche se nella precarietà, si prendono già opportune soluzioni per facilitare la presenza di questi oltre ventimila rifugiati qui a Erbil, soprattutto nella cittadina di Ankawa, una cittadina quasi totalmente cristiana caldea, dove sono stati ospitati nei vari luoghi, dai giardini vicini alla chiesa, alla chiesa stessa, ai luoghi di catechismo, oppure nei centri che sono stati messi a disposizione ma dove, ovviamente, si è dovuto far fronte alla logistica: pensiamo ai bagni, alle docce. Qui ci sono 48 gradi! Quindi le esigenze di queste persone sono i beni di prima necessità. Naturalmente, dopo questa prima sistemazione, inizia a emergere più forte il problema del futuro». In questo senso, il porporato ha sottolineato che «ci sono delle questioni relative proprio alla certezza da parte di questa gente di poter vivere, anche se in luoghi di rifugio, ma comunque in sicurezza. Da parte nostra, quello che sollecitiamo lo facciamo a nome di tutta la gente, che ovunque siamo andati ci ha chiesto questo».

Si moltiplicano, intanto, in tutto il mondo le iniziative di preghiera, vicinanza spirituale e solidarietà con la popolazione irachena. Nel giorno della solennità dell’Assunta, come è noto, si sono svolte le particolari giornate di preghiera indette dagli episcopati italiani e francesi. Domenica 17 un’analoga iniziativa è stata promossa in Albania, mentre per i prossimi giorni sono in programma altre manifestazioni. Una veglia interreligiosa di preghiera è stata organizzata per domani, mercoledì 20, a Ginevra dall’episcopato elvetico assieme a esponenti ortodossi ed episcopaliani del Paese. All’incontro parteciperanno anche rappresentanti della comunità yazidi e di numerose associazioni musulmane. Ognuno pianterà una rosa bianca in segno di pace e di compassione per le vittime della persecuzione. Venerdì 22, ricorrenza della beata Vergine Maria Regina, a unirsi in preghiera con le popolazioni irachene saranno i cattolici dell’India. «Maria Regina del Cielo è la nostra unica speranza. Ella è molto rispettata dai musulmani, è un modello di fede per loro», ha detto annunciando l’iniziativa il vescovo di Vasai, Felix Anthony Machado, presidente dell’Ufficio per il dialogo e l’ecumenismo della Catholic Bishops’ Conference of India.

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08 dicembre 2019

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