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Annegati dai trafficanti

· Almeno cinquanta migranti costretti a gettarsi in mare nel golfo di Aden ·

Una nuova tragedia dell’immigrazione è avvenuta oggi al largo delle coste yemenite, nel golfo di Aden. Circa 180 migranti sono stati costretti dai trafficanti a gettarsi in mare dal barcone su cui viaggiavano. Scappavano dal Corno d’Africa verso lo Yemen. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale per la migrazione (Oim), affermando che i dispersi sono almeno cinquanta e che al momento sono stati recuperati soltanto cinque corpi. Questa nuova tragedia avviene a meno di 24 ore di distanza da un altro terribile episodio. Ieri i trafficanti hanno costretto altre 120 persone, tra cui soprattutto ragazzi, a gettarsi in mare. La motivazione del gesto dei trafficanti sembra essere la stessa, in entrambi i casi: avevano avvistato la polizia yemenita.
Migranti somali sulla spiaggia yemenita dopo la traversata del golfo di Aden (Unhcr)Ieri, durante un normale giro di controllo, lo staff dell’Oim ha trovato i resti di 29 migranti africani sepolti nella sabbia dai sopravvissuti alla tragedia, nella provincia yemenita di Shabwa, nel golfo di Aden. Gli operatori dell’Onu hanno anche prestato soccorso a 27 ragazzi scampati alla strage che erano rimasti sulla spiaggia. I morti erano «tutti piuttosto giovani; l’età media era di circa 16 anni» ha detto la portavoce dell’Oim Olivia Headon, che ha definito quanto avvenuto «scioccante e disumano».
Il racconto di chi è riuscito a salvarsi è atroce. «I sopravvissuti ci hanno detto di essere stati costretti a buttarsi in acqua; alcuni sono stati addirittura spinti fisicamente in mare dallo scafista che poi è ripartito per tornare in Somalia e prendere un altro carico di persone da portare nello Yemen seguendo la stessa strada» ha spiegato Laurent de Boeck, il capo della missione Oim nello Yemen. «La sofferenza dei migranti su questa rotta è enorme. Troppi giovani pagano i trafficanti con la falsa speranza di un futuro migliore» ha concluso de Boeck. «I trafficanti sono attivi nel Golfo di Aden e nel mar Rosso: offrono false promesse ai migranti che sono vulnerabili» ha aggiunto.
Lo stretto braccio di mare tra il Corno d'Africa e lo Yemen è una rotta molto battuta dai trafficanti di esseri umani. Una rotta che, secondo l’Oim, quest’anno è già stata percorsa da almeno 55.000 persone (un terzo di loro sono donne) provenienti in gran parte da Somalia ed Etiopia. Partono con la speranza di poter risalire dallo Yemen fino alle monarchie del Golfo, Arabia Saudita in primis, che sono paesi molto ricchi, con un alto tenore di vita. Purtroppo, durante il viaggio vengono vendute dai trafficanti, costrette a prostituirsi e maltrattate. A volte, addirittura sono detenute in grandi carceri nel deserto: muoiono di stenti nel più completo silenzio.

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