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Costituzione della discordia

· Il voto sulla nuova Carta rischia di acuisce le tensioni in Egitto ·

Anticipando i tempi  previsti nel tentativo di mettere fine alle violenze in corso in Egitto da quando, giovedì, il presidente, Mohammed Mursi, ha emesso un  decreto con il quale si è attribuito poteri quasi assoluti, già oggi  l’Assemblea costituente  comincerà a votare il testo di una nuova Costituzione. Un’accelerazione che rischia di aggravare le tensioni nel Paese.

A confermare  l’avvio delle votazioni, nonostante il ritiro dall’organismo di quasi una trentina di rappresentanti di numerosi schieramenti, che accusano gli islamisti di aver monopolizzato il dibattito, è stato Essam al Erian, consigliere di Mursi ed esponente del partito dei Fratelli musulmani, forza di maggioranza nel Parlamento del Cairo sciolta dopo la sentenza di incostituzionalità delle legge elettorale emessa dalla Corte stessa.

Secondo la bozza presentata alcune settimane fa ai mezzi di comunicazione,  l’Egitto adotterà un sistema semipresidenziale, simile a quello francese, e un decentramento territoriale. Non sono però al momento chiari gli aspetti più delicati del nuovo documento, primo tra tutte — precisano gli analisti politici internazionali — il ruolo che avrà la legge islamica nel futuro Egitto.

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22 aprile 2018

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