Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

In Costa d’Avorio
i rifiuti diventano
aule scolastiche

· Un progetto di riciclo promosso dall’Unicef ·

La Costa d’Avorio è uno dei Paesi in cui è più evidente il problema ambientale e dove le discariche di plastica si sono moltiplicate. Di fronte a questo scenario, l’Unicef ha promosso un’iniziativa che vuole trasformare il problema in una risorsa: costruire aule scolastiche stile “Lego” con mattoni modulari di plastica riciclata.

Nella sola Abidjan, centro economico del Paese, ogni giorno vengono prodotte 288 tonnellate di rifiuti di plastica di cui solo il 5 per cento di quelli trasferiti in discarica viene riciclato, sfruttando il lavoro svolto nella maggior parte dei casi da donne pagate meno di un dollaro al giorno. La parte restante della plastica rimane abbandonata negli immensi centri di raccolta o direttamente nei luoghi abitati, contribuendo a innalzare il tasso d’inquinamento e recando danni alla salute soprattutto dei più piccoli.

La cattiva gestione dei rifiuti è responsabile del 60 per cento dei casi di malaria, diarrea e polmonite nei bambini, malattie che sono tra le principali cause di morte tra i minori in Costa d’Avorio.

Partendo da questo presupposto il progetto del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, in collaborazione con un’impresa colombiana Conceptos Plasticos, ha previsto la costruzione di un impianto unico nel suo genere, avviato nei giorni scorsi proprio ad Abidjan dove non manca la “materia prima”, per trasformare i rifiuti di plastica raccolti in mattoni modulari incastrabili tra loro.

Il prodotto finito risulta essere più economico per il 40 per cento e per un quinto più leggero rispetto ai mattoni tradizionali. Oltretutto, essendo resistente al fuoco e ai forti venti, nonché impermeabile e isolante è ideale e facile da impiegare nell’edilizia, quasi come i mattoncini della Lego.

L’intervento del Fondo Onu ha così il duplice obiettivo di alleggerire le discariche ma anche di far fronte alla mancanza di aule scolastiche: oltre due milioni di ragazzini tra i sei e i sedici anni non frequentano la scuola, spesso proprio per questo motivo. Molti di loro devono percorrere lunghi tragitti, a volte pericolosi, per assistere alle lezioni stipati con decine di compagni in classi buie e poco ventilate. Nel Paese africano mancano più di 15 mila aule e quelle esistenti, costruite con mattoni di fango che si erodono al sole e alla pioggia, accolgono fino a 100 scolari insieme.

L’ambizioso progetto prevede dunque la costruzione di 500 aule — finora sono state costruite nove aule a Gonzagueville, Divo e Toumodi utilizzando mattoni realizzati in Colombia, a dimostrazione della fattibilità di metodi e materiali di costruzione — per più di 25.000 bambini nei prossimi due anni, con la possibilità di aumentare la produzione e permettere che ne beneficino anche le prossime generazioni di studenti.

La sua realizzazione inoltre andrebbe a combattere lo sfruttamento minorile che in Costa d’Avorio vede l’impiego dei bambini soprattutto nelle piantagioni di cacao, caffè e olio di palma. Si stima infatti che più del 30 per cento dei minori, tra i 5 e i 17 anni, siano costretti a lavorare in condizioni che spesso impediscono loro di poter frequentare la scuola. Secondo il direttore esecutivo dell’Unicef, Henrietta Fore, il potenziale del piano in programma è addirittura triplice: «Più aule per i bambini della Costa d’Avorio, meno rifiuti di plastica nell’ambiente e ulteriori fonti di reddito per le famiglie più vulnerabili». Infatti una volta pienamente operativo, l’impianto riciclerà 9.600 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno e fornirà una fonte di reddito per le donne impiegate nella raccolta di immondizia che potranno vendere la plastica direttamente alla Conceptos Plásticos in cambio di un’adeguata retribuzione.

di Fabrizio Peloni

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

08 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE