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Così si colpisce
proprio la sicurezza

· ​L’episcopato statunitense invita a rivedere le norme sull’immigrazione ·

Washington, 25. Un nuovo accorato invito a riconsiderare le norme estremamente restrittive varate nelle ultime settimane dall’amministrazione federale in materia di immigrazione è stato lanciato dall’episcopato statunitense. A prendere l’iniziativa è in questa occasione il presidente del Comitato episcopale per la migrazione, il vescovo di Austin, Joe Steve Vasquez, attraverso una dichiarazione diffusa anche sul sito in rete dell’episcopato. In essa si invita appunto il governo a riconsiderare l’approccio complessivo della materia perchè, viene osservato, una sua prima applicazione «ha già posto gli immigrati più vulnerabili in un stato ancora maggiore di vulnerabilità».

Il nuovo intervento del presule, che già nelle passate settimane aveva fatto sentire la propria voce, è suggerito dalla pubblicazione da parte del Department of Homeland Security di due protocolli di attuazione di altrettanti ordini esecutivi in materia di controllo alle frontiere e di immigrazione interna. Normative che, rileva il presule, se attuate finirebbero per «danneggiare la sicurezza pubblica piuttosto che valorizzarla». Monsignor Vásquez riconosce ovviamente il diritto da parte dello stato di garantire la sicurezza pubblica. E ne riconosce anche la sua importanza. Tuttavia, rileva che proprio l’applicazione della nuova normativa renderebbe la situazione ancora più difficile e forse ingestibile. «Prese nel loro complesso — viene osservato — le politiche contenute in questi memorandum separeranno inutilmente le famiglie, porteranno scompiglio nelle comunità pacifiche, metteranno in pericolo la vita e la sicurezza dei più vulnerabili, faranno crollare la fiducia attualmente esistente tra molti dipartimenti di polizia e le comunità di immigrati, seminando grande paura tra quelle comunità».

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