Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Così la misericordia
trasforma anche la società

· ​L’episcopato dell’Africa australe per l’anno santo ·

Tradurre l’esperienza della misericordia nella difficile quotidianità dell’Africa australe, fatta spesso di povertà, enormi disuguaglianze e violenza xenofoba. È questo l’invito che la Southern African Catholic Bishops’ Conference — l’organizzazione che riunisce gli episcopati di Sud Africa, Swaziland e Botswana — ha diffuso in occasione del giubileo. 

All’anno santo, la cui apertura, come è noto, Papa Francesco ha voluto anticipare durante la sua visita nel novembre scorso proprio nel cuore del continente, i vescovi e le istituzioni ecclesiali dei Paesi dell’Africa australe hanno dedicato una serie di lettere pastorali. L’invito comune per i fedeli è quello di tradurre in pratica l’appello contenuto nel motto «misericordiosi come il Padre».

La misericordia, ribadisce monsignor Jan De Groef, vescovo di Bethlehem, nella provincia sudafricana di Free State, «dovrebbe essere qualcosa di più che qualche elemosina, qualche atto di carità verso un mendicante». Infatti, spiega il presule all’agenzia Sir, il giubileo dovrebbe essere soprattutto «un tempo di rinnovamento per ognuno di noi, membri dell’unica famiglia di Dio, la Chiesa, così che, rivolgendoci particolarmente a quei fratelli e sorelle che si sono allontanati, possiamo diventare missionari della misericordia di Dio nel mondo di oggi». Di qui anche l’invito a riscoprire e a celebrare il sacramento della riconciliazione come «un incontro gioioso col Signore, pieno di misericordia e compassione, in maniera regolare durante tutto l’anno». Una prospettiva sottolineata anche da monsignor Vincent Mduduzi Zungu, nella lettera pastorale indirizzata ai fedeli della diocesi di Port Elizabeth, nell’est del Sud Africa. Per il presule, infatti, l’anno santo della misericordia è soprattutto «una chiamata alla conversione continua, quel viaggio interiore dai nostri sensi alla nostra mente e al cuore, che sfocia in un cambio radicale di comportamento, di stile di vita e delle scelte che facciamo nella nostra vita d’ogni giorno».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

05 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE