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Ciò che unisce

· Al Sinodo metodista e valdese ·

«L’amore per i poveri, come quello per gli stranieri e i profughi, la salvaguardia del creato, nostra casa comune, sono oggi il banco di prova di questo spirito che ci unisce e ambiti importanti su cui lavorare insieme»: a nome della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino nonché presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo, è intervenuto ieri al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi — in corso a Torre Pellice (Torino) dal 21 al 26 agosto — per sottolineare soprattutto ciò che unisce, oggi, le comunità cristiane. 

Sono tempi difficili, ha spiegato, in cui risuona forte la chiamata «a unirci nel comune impegno per il dialogo e la pace, affinché rendiamo possibile la convivenza e lo sviluppo armonico del nostro Paese e del mondo intero». I tempi difficili sono quelli del terrorismo e della violenza che «uccidono e dividono e fanno anche crescere la paura e la distanza». Emerge nella quotidianità «uno spirito di eccessiva quanto inutile contrapposizione, di egoismi che si fronteggiano, di interessi che non tengono conto del bene comune, per non parlare della corruzione e della criminalità organizzata che si impadroniscono di ricchezze non dovute a scapito di un benessere generale».
In tale contesto, le vittime maggiori rischiano di essere i poveri, a cominciare dai profughi che giungono numerosi in Italia, uomini e donne che fuggono da guerre e terrorismo, come i siriani, ma anche — ha osservato Spreafico — «da Paesi dove povertà e catastrofi naturali sono la conseguenza di politiche di ingiusto arricchimento e da insensate distruzioni di territori e sfruttamento di risorse ormai limitate». Il vescovo ha citato il progetto pilota dei corridoi umanitari promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e dalle Chiese metodiste e valdesi insieme alla Comunità di Sant’Egidio, definendolo «un segno profetico e un modello che si dovrebbe imitare altrove». L’argomento è stato fra l’altro al centro di un dibattito svoltosi ieri sera nel tempio di Torre Pellice.

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25 marzo 2019

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