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A cosa servono le canoniste

8Mario Sironi, «La Giustizia» (particolare, 1935-1936)

Nel 2015 l’esecutivo della Uisg (Unione internazionale superiore generali) ha lanciato una nuova e importante iniziativa: il Consiglio delle canoniste (Cle), composto da religiose esperte di diritto canonico provenienti da diverse aree geografiche. Sono suor Mary Wright (Australia); suor Marjory Gallagher (Canada), che purtroppo è deceduta di recente; suor Mary Gerard Nwagwu (Nigeria); suor Licia Puthuparambil (India); e suor Tiziana Merletti (Italia). Un pool di notevole esperienza canonica che poteva servire alle responsabili religiose femminili in tutto il mondo.

I motivi di questa iniziativa erano molti, e diversi. Anzitutto, le due unioni internazionali di religiosi e di religiose (Usg e Uisg) collaborano in una serie di commissioni congiunte: Giustizia, pace e integrità del creato, Dialogo interreligioso, educazione e salute. Nella commissione di diritto canonico però le donne non erano rappresentate, dato che gli appartenenti a queste commissioni in genere sono membri di congregazioni che servono nei consigli generali a Roma. All’epoca non c’era nessuna religiosa canonista a servire come membro di un consiglio generale. Pertanto, si è ritenuto che servisse individuare canoniste che avrebbero potuto consigliare le superiore generali e altre superiore maggiori sulle questioni che potevano emergere nel contesto della vita religiosa femminile.

Il comitato esecutivo all’inizio si è domandato: dove sono le religiose che hanno già una preparazione in diritto canonico, quali ministeri stanno svolgendo al momento e quante stanno servendo congregazioni femminili? È sembrato opportuno identificare queste religiose, così che la loro competenza potesse essere più largamente conosciuta e condivisa. In molte parti del mondo, infatti, le suore che hanno conseguito titoli a livello di master e di dottorato in teologia, Scrittura e diritto canonico diventano invisibili quando ritornano nella loro congregazione. Infatti, anche se danno un contributo straordinario all’interno delle loro rispettive congregazioni, rimangono sconosciute agli altri.

Antonio Canova, «Allegoria della giustizia» (1792)

Inoltre, quando le superiore generali cercano una consulenza canonica, il canonista locale è un sacerdote diocesano con poca o nessuna esperienza di vita religiosa femminile. In diverse parti del mondo infatti non ci sono religiose preparate in diritto canonico e quindi il comitato ha identificato questo come un ambito da promuovere attraverso borse di studio. Specialmente nelle aree dove la vita religiosa sta crescendo rapidamente, il sostegno di una consulenza canonica puntuale e adeguata è essenziale. La Ghr Foundation si è resa disponibile a collaborare con l’Uisg e le conferenze di religiose locali per mettere a disposizione borse di studio in diritto canonico a religiose in Africa.

Da marzo 2015 molte sono state le iniziative: innanzitutto, un workshop a Nemi che ha riunito per la prima volta quaranta religiose canoniste da cinque continenti, per discutere sulle sfide incontrate dalle religiose e per offrire risposte da una prospettiva canonica. Quell’incontro ha lanciato la rete mondiale di canoniste, volta a rafforzare i vincoli di comunione e di solidarietà. Altri workshop si sono tenuti a Kerala, in India; per le superiore generali a Roma e per le superiore maggiori altri incontri sono in programma nel mondo. Attualmente dodici religiose dell’Africa orientale stanno studiando diritto canonico all’università cattolica dell’Africa orientale (Cuea), cinque di loro sostenute dal programma di sponsorizzazione dell’Uisg/Ghr.

di Patricia Murray

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