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Corsa solidale

· Le iniziative di Athletica Vaticana tra spiritualità e inclusione di migranti e disabili ·

La consegna della maglietta di Athletica Vaticana alla piccola Sara Vargetto

Tre storie che si abbracciano in quel “crocevia” spirituale, solidale e culturale che è ormai diventata Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva costituita in Vaticano, formata da cittadini e dipendenti che danno vita, nelle strade, alla rappresentativa podistica della Santa Sede. Perché Athletica Vaticana non corre e basta: promuove e sostiene concrete iniziative solidali con migranti, poveri e disabili; celebrazioni liturgiche (la prossima sarà il 6 aprile alla vigilia della maratona di Roma, nella “chiesa degli artisti” a piazza del Popolo) e momenti di preghiera prima delle gare; occasioni di incontro e di amicizia tra persone di fedi e culture diverse. Attraverso il linguaggio dello sport.

E da oggi a correre con la maglietta biancogialla ci sarà il domenicano Jean-Paul Vesco, vescovo di Oran, in Algeria, ottimo maratoneta in gioventù, primo presule di Athletica Vaticana. Ci sarà anche Sara Vargetto, una bambina di 10 anni, colpita da una malattia neurodegenerativa, diventata “la principessa del sorriso” nelle gare podistiche a cui partecipa con la sua carrozzina spinta anche dai runner vaticani. La terza storia è quella Vito Massimo Catania che incontra Papa Francesco mercoledì mattina dopo aver ricevuto, martedì pomeriggio, dal Presidente delle Repubblica italiana, Sergio Mattarella, l’onorificenza di cavaliere al merito sociale per aver scelto non di salire sul primo gradino del podio, ma di correre spingendo la carrozzina di una giovane donna colpita da atassia e denunciare così la vergogna delle barriere architettoniche e sociali. Ecco le storie di Jean-Paul, Sara e Vito Massimo, unite dall’esperienza di amicizia con Athletica Vaticana.

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20 ottobre 2019

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