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Corsa contro il tempo

· Estratte altre quattro persone vive dall’hotel Rigopiano ma le vittime salgono a cinque ·

Si continua a scavare nella speranza di salvare vite umane. Undici sopravvissuti, cinque corpi senza vita recuperati e tra i 19 e i 20 dispersi: è questo l’ultimo bilancio, aggiornato a questa mattina, della tragedia dell’hotel Rigopiano, in Abruzzo, travolto da una valanga pochi giorni fa. Ai due sopravvissuti recuperati all’alba di giovedì (Giampiero Parente e Fabio Salzetta) si sono aggiunti la moglie di Parete, Adriana, e il figlio Gianfilippo, salvati nella mattinata di ieri, e i tre bimbi recuperati nel pomeriggio: l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. 

Nella notte scorsa sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini e due donne, alcuni dei quali per il momento non identificati. La situazione è incerta. Gli scavi e i soccorsi proseguono senza sosta. «Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo verificando» ha detto questa mattina un funzionario dei Vigili del fuoco. «Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve». Nella serata di ieri, la prefettura di Pescara aveva fornito un elenco di cinque nomi, indicandoli come quelli che si trovavano sotto le macerie, erano stati individuati e dovevano essere estratti vivi. «Il cielo è coperto e pioviggina, c’è foschia, però noi lavoriamo e cercheremo di operare con gli elicotteri se le condizioni meteo lo permetteranno: lavoreremo fino a quando non saremo sicuri di aver estratto tutte le persone» ha spiegato il funzionario. Il pericolo di nuove slavine, come dicono gli esperti, non è da escludere. Tra soccorso alpino, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Carabinieri e polizia, tutti presenti con squadre speciali, gli operatori impegnati nelle non facili ricerche sono oltre 500. «Ho cercato di chiamare qualcuno fino a quando ha fatto buio, ma nessuno rispondeva. Poi ha continuato a nevicare, è venuto giù un altro mezzo metro di neve. Era troppo rischioso rimanere là» ha raccontato Fabio Salzetta, il manutentore dell’hotel, tornando per la prima volta al momento della tragedia.

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11 dicembre 2019

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