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Corruzione e terrorismo
soffocano la Nigeria

· Appello dei vescovi ·

Porre fine alle continue e sanguinose violenze di Boko Haram, lotta alla corruzione e sviluppo dell’economia per migliorare le condizioni di vita generali. Sono queste le principali raccomandazioni rivolte al Governo dai vescovi nigeriani al termine della loro prima assemblea plenaria del 2016 svoltasi nei giorni scorsi sul tema «La Chiesa cattolica: promuovere la misericordia, la giustizia sociale e la pace».

Quanto alla piaga del terrorismo che continua ad affondare i colpi nel Nord del Paese, i presuli esprimono gratitudine alle forze armate nazionali per il loro servizio contro la minaccia costituita da Boko Haram, ma notano che questa setta fondamentalista, dopo aver perso il controllo di ampie porzioni di territorio, continua a condurre attacchi contro «obiettivi indifesi come i campi per sfollati, i mercati e i parchi».

Del resto, proprio un recente rapporto diffuso dall’organizzazione internazionale Open Doors ha ben delineato le dimensioni di una persecuzione religiosa che ha fin qui fatto dalle 9.000 alle 11.500 vittime (secondo una stima prudente) e che, negli ultimi 15 anni, ha costretto 1,3 milioni di cristiani ad abbandonare le proprie terre. A ciò deve aggiungersi che 13.000 chiese sono state distrutte o costrette a chiudere i battenti; migliaia di attività economiche, proprietà e case di cristiani sono state ridotte in cenere.

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18 ottobre 2019

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