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Corruzione e disuguaglianza primi mali della Nigeria

· ​I vescovi in vista delle elezioni generali del 28 marzo ·

«Un’orribile marea di corruzione». Così il vescovo di Sokoto, monsignor Matthew Hassan Kukah, ha definito la situazione politica in Nigeria a sei settimane dalle elezioni presidenziali e legislative. Secondo il presule ci sono pochi dubbi: il nuovo esecutivo dovrà affrontare come priorità le questioni che oggi affossano il Paese africano. «Anni di corruzione — afferma il presule in una lettera inviata ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) — hanno diminuito il senso di legalità percepito nel nostro Stato. Il nuovo presidente dovrà chiamare a raccolta i cittadini attorno a un progetto di identità e di unità nazionale». 

Le più forti disuguaglianze in Nigeria si registrano a causa dell’assoluta sperequazione nella distribuzione delle risorse: i giacimenti naturali e il loro sfruttamento sono concentrati nelle mani di pochi. «Nonostante gli enormi ricavi derivanti dall’esportazione del petrolio — spiega monsignor Kukah — è difficile che questi abbiano ricadute positive sulla vita dei comuni cittadini». L’ineguaglianza, politica, economica e sociale, è quindi il primo problema da risolvere per restituire alla Nigeria quella pace perduta ormai da tempo: «Chiunque vincerà le elezioni, dovrà investire risorse nell’educazione, nella creazione di posti di lavoro e nell’agricoltura».

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