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Corridoio umanitario
a Idlib

· Lo annuncia Damasco mentre l’Onu parla di tre milioni di civili a rischio ·

Il ministero degli esteri siriano ha annunciato l’apertura di un corridoio umanitario per consentire ai civili di fuggire dalla provincia di Idlib, ultima roccaforte di jihadisti e ribelli dove le forze governative sono riuscite ad avanzare nei giorni scorsi. Lo ha reso noto l’agenzia ufficiale di Damasco, Sana. Il corridoio umanitario è stato aperto nel villaggio di Soran, a nord della provincia di Hama, al confine meridionale della zona ancora controllata dai ribelli, dove vivono decine di migliaia di civili. Sempre nel governatorato di Idlib, le forze di opposizione hanno fatto sapere di essersi ritirate dalla città strategica di Khan Sheikhoun: le forze governative, appoggiate dalla Russia, sono entrate in città nelle ultime settimane, cinque anni dopo la caduta nelle mani dei ribelli. Il principale gruppo jihadista nella regione, Hayat Tahrir al-Sham, ha parlato di «dislocazione» delle forze.

Dall’inizio di agosto, sono oltre 71.000 le persone costrette a fuggire a causa dei combattimenti nella provincia di Idlib. E ieri il segretario generale dell’Onu, António Guterres, si è detto «profondamente turbato» dalla continua escalation nel nord ovest della Siria e dalla prospettiva di un’offensiva più profonda nella provincia di Idlib, «che potrebbe innescare una nuova ondata di sofferenza umana e avere un impatto su tre milioni di civili». Ha «condannato fermamente i continui attacchi a civili e infrastrutture, comprese quelle sanitarie e scolastiche». E ha esortato tutte le parti in conflitto «a rispettare il diritto umanitario internazionale», e a confermare il memorandum d’intesa del settembre del 2018 su Idlib.

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